Shop Apotheke, la e-pharmacy olandese sotto la lente della Curia

Shop Apotheke, la e-pharmacy olandese sotto la lente della Curia

Roma, 11 ottobre – Shop Apotheke, per i poche che ancora non la conoscessero, è una farmacia olandese on line attiva ormai da un anno anche in Italia con il sito www.shop-farmacia.it, dominio che con un’invidiabile dose di improntitudine si autoqualifica “La farmacia on line per l’Italia”.  Il problema è che nel nostro Paese Shop Apotheke (che ha sede a Venlo, in Olanda, conta circa 750 dipendenti e vanta 30mila spedizioni al giorno e oltre centomila referenze nel suo magazzino) opera senza rispettare i dettami delle leggi nazionali. Le quali, come è noto, prevedono che le farmacie on line siano la prosecuzione con altri mezzi dell’attività di una farmacia fisica, ovvero di un esercizio farmaceutico regolarmente autorizzato e aperto sul territorio. Il sito olandese, però,  non possiede farmacie in Italia e fa business grazie a un’autorizzazione rilasciata dalle autorità sanitarie dell’Aja, ritenendo evidentemente che nell’Unione europea del libero scambio di merci e persone  tanto basti.  Ma è davvero così?

La questione è controversa e dibattuta ormai da anni: fatto salvo l’essenziale pre-requisito del possesso di un’autorizzazione delle autorità sanitarie di un Paese membro, nell’e-commerce dei farmaci (tenendo conto per le attività on line i  confini sono un concetto astratto e l’unica parziale barriera riconosciuta è quella linguistica, aggirabile peraltro con la realizzazione di siti in lingua locale) si può legittimamente operare in tutti gli Stati dell’Unione od ogni operatore è tenuto a rispettare le norme in materia di commercio elettronico che ogni Paese si è dato, e alle quali sono ovviamente assoggettati gli operatori locali, con evidente svantaggio competitivo?

Per i farmacisti di Francia e Austria è buona la seconda, tanto da aver affrontato la questione a colpi di codici e pandette, trascinando Shop Apotheke davanti ai tribunali nazionali per comportamenti distorsivi della concorrenza. E in Italia? Secondo informazioni raccolte e anticipate dalla newsletter specializzata pharmacyscanner.it, il governo italiano si accingerebbe a intervenire nei confronti del gruppo olandese, per costringerlo a rispettare le leggi nazionali in materia di e-commerce di farmaci. Se così davvero fosse e le nostre autorità dovessero spuntarla, www.shop-farmacia.it dovrà di necessità “agganciarsi” a un esercizio farmaceutico “vero” (farmacia o parafarmacia), comprandone uno laddove non lo possegga, e rispettare poi tutte le altre regole nazionali,  dalla presenza sul sito del logo europeo contrassegnato dalla bandiera italiana fino al recapito dei medicinali agli acquirenti dalla farmacia “vera” e non da un magazzino situato all’estero  (come accade ora: i farmaci arrivano infatti dall’hub di Shop Apotheke a Venlo, in Olanda).

Pharmacyscanner.it scrive di non sapere, al momento, quale sarà il modo che le nostre autorità utilizzeranno per costringerela società olandese ad adeguarsi alla nostra legislazione, anche se la  strada sembra inevitabilmente quella che ha già portato la Francia a ricorrere davanti alla Corte di giustizia europea. Il problema di fondo da risolvere, infatti, è quello già brevemente prospettato in precedenza, ovvero la gerarchia delle norme: sono legittime e fanno premio, per il diritto comunitario, quelle di uno Stato membro che impongono alle farmacie online di un altro Stato Ue il rispetto delle proprie regole quando vendono sul suo territorio nazionale? O è invece sufficiente che gli operatori rispettino le norme del Paese in cui ha sede la web-pharmacy (nel caso di specie l’Olanda)?

Al riguardo, in materia di farmaci online, tra i Paesi dell’Unione europea vigerebbe una sorta di intesa informale, in base alla quale l’operatore che vende sul web (nel caso di specie Shop Apotheke) è soggetto alle norme del suo Paese (l’Olanda, nel nostro caso) per quanto concerne le autorizzazioni, ed è invece assoggettato alle norme del Paese di destinazione per quanto riguarda i prodotti commercializzabili.

Se davvero è  tacitamente operante un accordo di questo tipo,  Shop Apotheke non avrebbe troppo  di che preoccuparsi per la sua attività italiana: le leggi olandesi, infatti, non obbligano a possedere una farmacia “vera” per vendere farmaci su internet e, quanto alle leggi italiane, la “filiale”  www.shop-farmacia.it rispetta scrupolosamente il divieto contemplato dalla nostra normativa di vendere on line farmaci su ricetta (possibilità invece consentito nel Paese di provenienza).

Un conto però sono le intese non scritte, un altro la certezza del diritto. E su questo fronte qualche risposta non tarderà ad arrivare dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea,  dove poco più di una settimana fa, il 3 ottobre, è cominciato l’esame della causa Publicité e vente de médicaments en ligne rubricata con il numero  C-649/18, alla quale già si è fatto un brevissimo cenno, avviata dalla Corte di appello di Parigi proprio in relazione all’attività di Shop Apotheke in Francia.

La vicenda che ha portato le autorità francesi davanti alla Curia nasce  nel 2015, quando la e-pharmacy olandese, per promuovere la sua attività nell’Hexagone  con un sito in lingua francese, avviò  una campagna pubblicitaria molto aggressiva che scatenò le reazioni dei farmacisti d’Oltralpe, alle cui denunce seguirono indagini  dalle quali risultò che Shop Apotheke, per figurare in cima alla lista dei risultati quando si ricercava una farmacia on line, pagava diversi motori di ricerca. Pratica consentita in alcuni Paesi (tra i quali appunto l’Olanda), ma vietata in Francia, sulla base del Codice francese di sanità pubblica, perchè volta ad accapparrarsi  clienti con procedure e mezzi  ritenuti contrari al decoro professionale e tale da indurre  i pazienti a un eccessivo consumo dei farmaci.

Difficile prevedere i tempi della causa avviata dalla Curia, anche se con ogni probabilità la sentenza arriverà nell’arco consueto di tre mesi (e dunque tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio del 2020), ma è certo che la pronuncia dei giudici della Cour de Justice offrirà anche alle autorità sanitarie italiane indicazioni preziose su come contrastare gli aggressivi comportamenti commerciali di Shop Apotheke. Sempre, ovviamente, che contrastarli sia possibile.

Intanto, l’operatore olandese continua a macinare risultati impressionanti: proprio ieri, la società di Venlo ha reso ufficialmente noto di aver aumentato in modo significativo i ricavi complessivi consolidati nei primi nove mesi dell’esercizio finanziario 2019 (gennaio-settembre). Sulla base di calcoli preliminari, il gruppo informa di avere aumentato i propri ricavi del 31%, attestandosi a poco meno di 509 milioni di euro rispetto ai 388,5 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. Il tasso di crescita organico è stato del 28%. Nel segmento Francia, Italia, Spagna, Belgio e Paesi Bassi, la società ha aumentato i propri ricavi dell’80%, portandoli  a circa 61,2 milioni di euro  (contro i 34  milioni dei primi nove mesi 2018).

In ragione del volume degli ordini tradizionalmente più elevato nei mesi autunnali e invernali, le previsioni della società sono di un ulteriore aumento dei ricavi nel corso del quarto trimestre, insieme alla conferma delle  previsioni per l’anno fiscale 2019, ovvero un aumento del 30% su base annua e ricavi consolidati a circa 700 milioni di euro, contro i 540 dell’anno precedente.

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