PharmaEvolution, monito di Barra (Wba): “Remunerazione, occhio a come si interviene”

PharmaEvolution, monito di Barra (Wba): “Remunerazione, occhio a come si interviene”

Roma, 14 ottobre – Taormina crocevia e affollato palcoscenico, nel fine settimana appena trascorso, del dibattito sulla farmacia italiana e i suoi destini: a PharmaEvolution, la manifestazione promossa da Federfarma Sicilia, giunta quest’anno alla nona edizione con una crescente risposta in termini di partecipazione (gli organizzatori dichiarano 13215 ingressi qualificati nei tre giorni di eventi),  i riflettori si sono accesi ancora una volta sul tema più caldo e attuale della filiera distributiva del farmaco, quello della riforma della remunerazione.

Il dibattito. questa volta – ed è un dato di merito –  è stato innervato anche dagli interventi di altri e molto autorevoli esponenti del settore, nell’occasione Ornella Barra (nella foto),  co-chief operating officer di Walgreens Boots Alliance, il più importante player della distribuzione farmaceutica mondiale, saldamente attestato anche nel nostro Paese.

Un intervento, quello dell’alta dirigente Wba, che ha polarizzato l’attenzione anche in ragione dei suoi contenuti: oltre a riproporre una panoramica dei profondi cambiamenti che – anche sulla spinta delle nuove tecnologie – stanno cambiando la faccia del pharma e del servizio farmaceutico, e che è vitale affrontare cercando di capirli e interpretarli per evolvere nella giusta direzione (“È semplicemente illusorio pensare di poter fermare il cambiamento” ha detto al riguardo, forse anche con qualche implicito riferimento ai sussulti di chi ancora pensa di poter tornare indietro o correggere indirizzi come quello che ha portato all’approvazione della legge 124/17), Barra ha fatto espliciti riferimenti alla riforma dei compensi della farmacia che Federfarma sta perseguendo, basata sul passaggio a un sistema misto (quota fissa più componente marginale sul prezzo al farmaco).

Un passaggio al quale – ha ammonito Barra- “bisogna prestare estrema attenzione. Privilegiare gli onorari rispetto al margine sul prezzo non sempre produce i vantaggi attesi. I compensi delle farmacie crescono grazie ai margini sul prezzo. Mi permetto un umile consiglio: fate molta attenzione nel definire la quota fissa”.

La dirigente di Wba ha sostanziato il suo warning ricordando quanto accade in altri Paesi europei. Esplicito e significativo, al riguardo, il confronto con la Francia, dove giusto all’inizio del 2018 è partito un nuovo modello di remunerazione su base mista, non troppo dissimile da quello che si vorrebbe introdurre in Italia, con risultati  controversi. “A conti fatti, alle farmacie sono andati 24 milioni di euro in meno in un anno” ha affermato Barra, invitando i vertici della categoria a ulteriori riflessioni prima di interventi destinati a incidere in profondità sul futuro delle farmacie.

La co-chief di Wba ha anche rassicurato in ordine ai rischi di un capitale “asso pigliatutto” del retail farmaceutico, grazie alla legge sulla concorrenza: “Si sente spesso richiamare la necessità di interventi correttivi alla legge” ha detto Barra “che con l’attuale tetto del 20% consentirebbe a soli cinque gruppi di coprire l’intero mercato. La verità è che in quasi due anni sono state comprate dalle cosiddette catene 200 farmacie: per rilevarle tutte impiegheremmo 100 anni…”.

Il monito di Barra sulla remunerazione è stato ovviamente ascoltato con attenzione  dal presidente di Federfarma Marco Cossolo, che però non ha voluto mettere in discussione la direzione imboccata da Federfarma. “Tutti i principali Paesi sono passati a sistemi misti di remunerazione”  ha affermato il presidente dei titolari “a dimostrazione che è vitale passare a modalità che arrestino l’implacabile erosione della redditività delle farmacie, che il margine sul prezzo da solo non può più garantire. Vuol dire che in Italia cercheremo di fare tesoro degli errori altrui e di fare meglio, intanto chiedendo la più rigorosa indicizzazione delle quote dovute ai farmacisti, per garantirne nel tempo la congruità, e poi vigilando per impedire misure che rischierebbero di indebolire il nuovo impianto retributivo, come ad esempio l’aumento del numero di dosi nelle confezioni”.

La sensazione, insomma, è che il sindacato delle farmacie private abbia la ferma intenzione di proseguire nella strada imboccata, guardando anche alla possibilità di sviluppare l’economia delle farmacie, anche attraverso la retribuzione dei servizi. Cossolo, al riguardo, ha fatto l’esempio del Regno Unito,  dove nel 2018 la spesa farmaceutica pubblica per farmaci è stata di 11.151 milioni di euro contro i 7.781 dell’Italia e dove – quest’ultimo dato è stato fornito dalla stesso presidente di Federfarma –  le 14 mila farmacie inglesi si sono “divise” compensi dell’ordine di 2,6 miliardi sterline, con redditi decisamente superiori a quelli della farmacie italiane (19 mila), che si sono dovute accontentare di 2,2 miliardi di euro.

Ma il confronto ha messo a fuoco anche altri aspetti, su tutti quello di mantenere la barra del timone delle farmacie orientate verso i bisogni di salute e di assistenza dei pazienti: un tema, questo, toccato da Barra (secondo la quale, nonostante lo sviluppo geometrico e sempre più pervasivo del digitale, la farmacia “fisica” e il contatto personale dei cienti-pazienti con il farmacista rappresenteranno sempre un insostituibile atout per gli esercizi farmaceutici di comunità) e da Silvia Pagliacci, presidente di Sunifar, che in proposito ha sollecitato la necessità di sostenere in particolare le farmacie che operano nelle comunità più piccole, dove la loro presenza e la loro opera è se possibile ancora più importante: “La farmacia dei servizi è realtà soprattutto nelle aree sotto i cinquemila abitanti, dove il Servizio sanitario non è rappresentato” ha ricordato la dirigente sindacale, ribadendo la necessità di aiuti (a partire dall’indennità di residenza) che non possono essere simbolici ma debbono essere sostanziali e  debbono essere assicurati in misura congrua da tutte le Regioni, senza gravami di tassazione, perché anche su questo, ha spiegato Pagliacci, “si gioca il futuro delle rurali”.

La parola più pronunciata a Taormina, in ogni caso, è stata “cambiamento”, declinata sulla base di un minimo comune denominatore: la necessità di affrontarlo, mettendosi in discussione. Ne hanno parlato, con accenti diversi, tutti i partecipanti al dibattito (oltre ai già citati Barra, Cossolo e Pagliacci, anche il “padrone di casa” Gioacchino Nicolosi, presidente di Federfarma Sicilia, e il segretario nazionale di Federfarma Roberto Tobia).

Tutti concordi sulla necessità di affrontare con coraggio e decisione le nuove sfide, facendo leva sul patrimonio di conoscenze e competenze della farmacia e dei farmacisti che vi lavorano ma evolvendo per adeguarsi alle trasformazioni  in atto nel sistema salute, guardando in primo luogo alla necessità di trovare all’interno della filiera soluzioni condivise, mettendo al centro l’interesse di pazienti e consumatori e lavorando in maniera integrata per trovare le necessarie condizioni di sostenibilità.

“Bisogna cercare di massimizzare le luci e minimizzare le ombre” ha detto al riguardo Cossolo “ed è quello che Federfarma è impegnata a fare, senza antagonismi pregiudiziali. Che sono inutili, come quello contro il capitale e le catene, perchè il capitale può rappresentare una risorsa per la farmacia e lo sviluppo dell’integrazione delle farmacie in reti è giustamente anche un nostro obiettivo. Bisogna smetterla di pensare che il pesce grande mangia il pesce piccolo, perchè la verità è che il pesce veloce si mangia quello lento. Ed è in questa direzione che bisogna muovere, superando velocemente le resistenze al cambiamento e facendo squadra”.

Soddisfatto per gli esiti del convegno il suo ideatore e principale promotore, Nicolosi, che parla di PharmEvolution come di una una realtà che, per i suoi numeri, è diventata ormai di rilievo nazionale, anche grazie al pieno appoggio e sostegno istituzionale assicurato da Federfarma. “In questi tre giorni abbiamo ascoltato autorevoli esperti del comparto e politici attenti ai temi della salute, proporre le ricette per la sostenibilità della farmacia” è la conclusione che il presidente di Federfarma Sicilia ha affidato a un comunicato stampa, ricordando gli interventi a Taormina di Cossolo, Barra e la partecipazione del  presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci. “È un momento importante per la farmacia e sono contento che da PharmEvolution partano messaggi positivi e nuove sinergie”.

 

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