Ccnl farmacie private, Federfarma e sigle sindacali tornano a incontrarsi domani

Ccnl farmacie private, Federfarma e sigle sindacali tornano a incontrarsi domani

Roma, 16 ottobre – Il “rinascimento della professione” ha un passaggio obbligato nella stipula dei Ccnl dei dipendenti delle farmacie private e pubbliche, scaduti rispettivamente a inizio 2013 e a fine 2015 ed entrambi ancora in attesa di rinnovo. Questa la posizione che la Fiafant, la federazione delle associazioni dei farmacisti non titolari che ha instaurato un rapporto di fattiva collaborazione con Filcams Cgil, ha voluto ribadire in occasione di un convegno tenutosi nell’ambito della recente edizione di FarmacistaPiù a Milano.

“I collaboratori sono la vera infrastruttura strategica su cui investire per fare la farmacia dei servizi” ha affermato in quella circostanza la presidente di Fiafant Benedetta Mariani. “Il capitale professionale , cognitivo e relazionale che fa crescere una farmacia non è di chi ne detiene il capitale economico (che si tratti di un farmacista titolare, un Comune, una multinazionale o un fondo d’investimento) ma di quelli che ogni giorno al banco ne esprimono il servizio.  Su questo capitale si deve investire, e solo il rinnovo dei due contratti nazionali può costruire gli strumenti adeguati per farlo”.

Una posizione chiarissima, quella espressa da Mariani, che siede al tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto, che – dopo lo stand by estivo – dovrebbero riprendere domani, 17 ottobre, con un incontro tra le delegazioni di Federfarma e delle sigle sindacali, almeno secondo quanto preannunciato dallo stesso responsabile nazionale di settore della Filcams Cgil, Danilo Lelli.   Proprio a Milano, le sigle dei lavoratori  hanno avuto modo di rappresentare al ministro della Salute, nel corso di un veloce ed estemporaneo abboccamento in occasione di FarmacistaPiù, le difficoltà a portare a termine i pur necessari rinnovi contrattuali e le condizioni di sempre maggiore fragilità, anche economica, in cui sono costretti a lavorare i dipendenti delle farmacie. Tema che il titolare del dicastero ha registrato con interesse, chiedendo al sindacato di   inviare un documento di approfondimento sui temi connessi al rinnovo, criticità incluse.

L’ultimo incontro tra le parti, prima di quello in agenda domani, si era tenuto giusto tre mesi fa, il 16 luglio, dopo mesi di stallo in cui gli unici segnali di vita delle trattative per il rinnovo del Ccnl dei dipendenti delle famacie private erano state le valutazioni critiche (di varia provenienza) relative al lento e faticoso progredire del confronto.

Le criticità, del resto, non mancano: le posizioni delle parti continuano infatti a rimanere molto distanti, con Federfarma che – pur condividendo la necessità di arrivare al rinnovo del contratto di lavoro – a fronte delle pesanti conseguenze che le modifiche normative degli ultimi anni hanno prodotto sui risultati economici delle farmacie, tiene il punto su alcuni aspetti, come ad esempio la necessità di una maggiore flessibilità in materia di orari di lavoro, correlata al dato oggettivo di orari di apertura diventati più ampi che in passato. E che in ogni caso, nel guardare al rinnovo del Ccnl, non può non tenere conto degli esiti  di una partita decisiva, quella della riforma della remunerazione delle farmacie, ancora in pieno svolgimento.  Il sindacato delle farmacie private considera le due vicende interdipendenti e il suo orientamento sembra essere quello di subordinare la stipula del nuovo Ccnl alla chiusura dell’accordo sulla nuova remunerazione, anche per aver chiaro il perimetro delle condizioni economiche nelle quali le farmacie dovranno e potranno operare.

Al contrario, le sigle sindacali premono per rinnovare un contratto scaduto ormai da quasi sette anni  e sperano in un’accelerazione in questo senso. Che, ovviamente, potrebbe essere favorita da un eventuale interessamento del ministro della Salute, non ha caso sollecitato sull’argomento.  Al riguardo, c’è il recente e benaugurante precedente dell’intervento di Speranza nella vicenda del contratto della sanità privata (scaduto da più di 12 anni), decisivo per spianare la strada alla ripresa di trattative da tempo interrotte e per scongiurare uno sciopero già proclamato.

La speranza dei sindacati è che il ministro (nomen omen) si occupi con la stessa attenzione del Ccnl dei dipendenti delle farmacie, assicurando la stessa spinta per un arrivare il prima possibile al rinnovo. Un rinnovo del quale i dipendenti, parola dei sindacati, hanno un bisogno urgente e vitale.

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