Il 20 ottobre giornata del malato reumatico, screening gratuiti dell’Anmar

Il 20 ottobre giornata del malato reumatico, screening gratuiti dell’Anmar

Roma, 17 ottobre – Diagnosi tardive, lunghe liste di attesa, disomogeneità delle cure, più accessibili al Nord e difficili al Sud, e imposizioni di un passaggio ‘obbligato’ da un farmaco brand a un biosimilare perché meno caro, con l’aggravante che dal cambio terapeutico il 16-20% dei pazienti sviluppa effetti collaterali.

Sono alcuni dei problemi che debbono fronteggiare i cinque milioni di malati reumatici italiani e l’Anmar, l’Associazione nazionale malati reumatici, in occasione della Giornata mondiale del malato reumatico che si celebrerà il il 20 ottobre, vuole riportarli al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica, anche attraverso l’offerta di screening e consulenze gratuiti a Roma, in piazza San Silvestro.

I controlli hanno come obiettivo una diagnosi precoce di malattie come osteoporosi, fenomeno di Raynaud e sclerodermia, artrite reumatoide e artrite idiopatica giovanile, artrosi, spondiloartrite. Tra le iniziative della giornata, anche una tavola rotonda, a cui sarà presente viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, che affronterà i bisogni legati alla malattia e le problematiche connesse al percorso terapeutico che obbliga al passaggio da farmaci originator a biosimilari. L’appello di reumatologi e pazienti sarà tornare a dare una maggiore attenzione all’individualizzazione della cura.

“Come associazione pazienti” spiega all’Ansa la presidente Anmar, Silvia Tonolo (nella foto) “chiediamo che la Conferenza Stato-Regioni prenda atto della situazione. Si hanno a disposizione strumenti per curare al meglio, ma si è limitati nell’adeguatezza della scelta terapeutica da imposizioni che ‘cadono dall’alto’. Affronteremo la questione cercando soluzioni condivise”.

“I biosimilari, copie di farmaci già esistenti” aggiunge Mauro Galeazzi, past president della Società italiana di Reumatologia “hanno il vantaggio di avere un minor costo. ‘Obbligatoriamente’ per le normative vigenti devono essere somministrati nonostante vi sia evidenza che circa il 16-20% a causa dello passaggio dal farmaco brand al biosimilare, può sviluppare effetti indesiderati. È questa la ragione ‘clinica’ per cui i reumatologi sono contrari alla sostituzione”.

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