Assobiotec, no alla sostituibilità automatica tra farmaci biologici e biosimilari

Assobiotec, no alla sostituibilità automatica tra farmaci biologici e biosimilari

Roma, 22 ottobre – Dopo la bocciatura dell’Ibg, l’Italian biosimilars group che rappresenta le aziende produttrici di biosimilari del nostro Paese, arriva quella  ancora più severa e senza appello dell’Assobiotec, l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie che fa parte di Federchimica:  la proposta dell’Agenzia italiana del farmaco che prevede la sostituibilità automatica tra farmaci biologici e biosimilari, per dirla con un eufemismo, non sembra davvero incotrare molti favori.

“Come associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie”  spiega il presdiente di Assobiotec Riccardo Palmisano in una nota “consideriamo la proposta di sostituibilità automatica tra farmaco biologico di riferimento e un suo biosimilare, che l’Agenzia del Farmaco ha inviato al Ministero della Salute in previsione della prossima Legge di bilancio, semplicemente non accoglibile”.

Per la loro stessa natura biologica, chiarisce, “i farmaci biosimilari non possono in alcun modo essere né considerati né trattati allo stesso modo dei prodotti equivalenti. Si tratta di soluzioni terapeutiche simili a un prodotto biologico di riferimento, ma non di copie identiche. A differenza dei farmaci generici, equivalenti ai farmaci originatori, nel caso dei farmaci biosimilari il rapporto di biosimilarità rispetto al farmaco biologico di riferimento a brevetto scaduto deve essere approvato direttamente dall’Ema o dall’Aifa, a seguito di specifici studi clinici di confronto con l’originatore e non attraverso una semplice valutazione di bioequivalenza”.

Assobiotec ritiene cioè “fondamentale che i principi della libertà prescrittiva del medico e del diritto alla continuità terapeutica per i pazienti già in trattamento debbano essere sempre garantiti e mai sacrificati per seguire logiche burocratiche o esigenze puramente economicistiche”. “Consideriamo, quindi, irricevibili e in controtendenza le proposte di Aifa, tanto più”  conclude Palmisano  “che giungono in un momento storico in cui i ministri Speranza e Gualtieri hanno dichiarato che la sanità non deve essere considerata un mero costo, ma un investimento per il benessere di tutta la società civile”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi