Spray nasale anti-depressione, arriva il primo sì del Chmp

Spray nasale anti-depressione, arriva il primo sì del Chmp

Roma, 22 ottobre – Il Comitato per i medicinali per uso umano dell’Agenzia europea del farmaco ha raccomandato l’approvazione di esketamina spray nasale in associazione a un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina o a un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina e della norepinefrina (Snri) per i pazienti adulti affetti da disturbo depressivo maggiore resistente al trattamento (Trd).

Il parere positivo del Chmp segue l’approvazione dell’agenzia regolatoria federale USA, la Food and Drug Administration, che risale al marzo scorso. Il dossier passa ora all’esame della Commissione europea, la cui decisione finale è attesa entro la fine del 2019. Nel caso fosse positiva e venisse dunque sancita la sua immissione in commercio anche in Europa, esketamina spray nasale sarà il primo nuovo meccanismo d’azione per il trattamento del disturbo psichico più diffuso degli ultimi trent’anni.

“Siamo soddisfatti del parere del Chmp e della raccomandazione a favore dell’approvazione di esketamina spray nasale come terapia per i pazienti adulti affetti da disturbo depressivo maggiore resistente al trattamento” ha dichiarato Husseini K. Manji, responsabile mondiale della Neuroscience Therapeutic Area di Janssen Research & Development. Per circa 30 anni “a questi pazienti non sono state date nuove opzioni terapeutiche”. Il farmaco in spray nasale “è un’innovazione nella gestione della depressione maggiore resistente al trattamento, sfruttando una modalità di somministrazione unica e inedita”.

Esketamina è un antagonista del recettore per il glutammato N-metil D-aspartato (Nmda), perciò funziona in maniera diversa rispetto alle altre terapie attualmente disponibili per il disturbo depressivo maggiore (Mdd). Si ritiene che possa contribuire al ripristino delle connessioni sinaptiche tra le cellule cerebrali nei pazienti con Trd, rendendo possibile un aumento delle attività e delle connessioni tra regioni specifiche del cervello.

In base ai risultati degli studi clinici, si pensa che questo incremento di attività e connessioni possa far migliorare i sintomi della depressione.

I disturbi depressivi sono caratterizzati di per sé da un enorme peso e da un enorme disagio per il paziente e costituiscono un costo non solo in termini di spesa sanitaria tradotta nell’uso dei farmaci e nel numero delle ospedalizzazioni, ma anche da un punto di vista sociale, lavorativo e personale.

I pazienti affetti da depressione resistente al trattamento soffrono tutto questo in modo particolare e di conseguenza subiscono un’importante diminuzione della qualità di vita, dello stato funzionale e della produttività

 

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