Malati reumatici: “No alla sostituibilità automatica dei farmaci biosimilari”

Malati reumatici: “No alla sostituibilità automatica dei farmaci biosimilari”

Roma, 24 ottobre – Dopo la bocciatura dell’Ibg e quella di Assobiotec  arriva un’altra levata di scudi contro la proposta dell’Agenzia italiana del farmaco di introdurre per via legislativa la previsione della sostituibilità automatica dei farmaci biosimilari con i loro biologici/biotecnologici di riferimento, spingendosi a chiedere l’eliminazione di quella parte di norma che assicura, oggi, l’autonomia decisionale del medico idonea a garantire la continuità terapeutica dei pazienti.

Lo stop, questa volta, arriva dall’Anmar, l’Associazione  nazionale dei malati reumatici, che con la sua presidente Silvia Tonolo (nella foto), afferma di essere “seriamente preoccupata” per l’iniziativa dell’agenzia regolatoria nazionale.

Per Tonolo, lo scopo finale della proposta Aifa “è unicamente quello di impedire al medico di prescrivere il farmaco che ritiene più opportuno in modo così da ottenere sostanziali risparmi e quindi una razionalizzazione della spesa farmaceutica. Verrebbe quindi meno la necessità di approvvigionamento dei farmaci idonei a garantire la continuità a pazienti le cui caratteristiche personali richiedano, invece, particolari cautele”. “È una proposta che sacrifica la centralità del paziente e che inoltre va controcorrente rispetto a quanto affermato a più riprese dall’Agenzia europea dei medicinali e dalla stessa Aifa in tema di prescrizioni a base di farmaci biologici” continua la presidente di Anmar. “La proposta del nostro ente regolatorio dimentica che i risparmi si ottengono non attraverso superficiali politiche di taglio della spesa farmaceutica ma con un accurato monitoraggio dell’aderenza alla terapia. Questa ultima si consegue mediante l’uso di metodiche che sviluppino il contenimento dei rischi da ricaduta di malattia”.

“Come Anmar  auspichiamo che la proposta venga immediatamente ritirata dall’Aifa” conclude Tonolo. “Chiediamo lo stesso anche al ministro della Salute Speranza di cui abbiamo apprezzato le asserzioni sulla centralità del paziente e sul fatto che la sanità non debba essere considerata un mero costo ma un investimento per il benessere sociale”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi