Schito (Assofarm): “Farmacia dei servizi, manca metodo condiviso di valutazione”

Schito (Assofarm): “Farmacia dei servizi, manca metodo condiviso di valutazione”

Roma, 28 ottobre – “Un fatto tra i più significativi degli ultimi dieci anni”. Così Francesco Schito (nella foto), segretario generale di Assofarm, commenta l’accordo sulle Linee d’indirizzo per la sperimentazione della Farmacia dei servizi approvato dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 17 ottobre scorso.

Il giudizio positivo, formulato nell’editoriale a sua firma pubblicato sull’ultimo numero del notiziario associativo, dove viene ricordato anche l’impegno profuso da Assofarm sul tema fin dagli inizi degli anni Duemila, non esime Schito dal segnalare alcuni aspetti critici dell’accordo, del quale vengono richiamati i contenuti, in particolare per quanto attiene ai tre tipi di servizi ammessi alla sperimentazione: analisi di prima istanza (telemedicina, screening per il tumore al colon retto, monitoraggio a terapie contro l’ipertensione, Bpco, diabete, holter pressorio e cardiaco, Ecg);  servizi di front office, concentrati sul Fascicolo sanitario elettronico del paziente (attivazione, arricchimento e consultazione) e, infine, servizi cognitivi, che comprendono la riconciliazione della terapia farmacologica e il monitoraggio dell’aderenza terapeutica (limitatamente a tre patologie: Bpco, ipertensione e diabete). .

“Siamo nel mezzo del delicato passaggio dagli auspici ai fatti” scrive Schito. “Se infatti l’accordo riconosce formalmente le ‘potenzialità dei nuovi ruoli del farmacista in farmacia’, dall’altro si preoccupa di capire come queste potenzialità, una volta messe alla prova, possano dare indicazioni chiare sul ‘convenzionamento dei nuovi servizi’. È quindi chiaro che si sta avviando un processo che dovrà sempre e certamente soddisfare requisiti di utilità e misurabilità degli investimenti regionali. I nostri dubbi si concentrano sul significato che tutte le parti in gioco possono attribuire a questi criteri, solo in apparenza così netti”.

Dubbi che il segretario di Assofarm esplicita in un interrogativo cruciale: “In che modo verranno valutati i risultati? Il testo dell’accordo non entra né nei dettagli della questione né definisce percorsi per rispondere a una questione che, se non affrontata per tempo e nei giusti modi, rischia di vanificare tutto il potenziale riformatore della sperimentazione. Come noto a chiunque si occupi di ricerca, definire un metodo di valutazione dei risultati finali che sia certo e condiviso da tutti gli osservatori è questione fondamentale perché la ricerca possa produrre progresso della conoscenza”.

Schito esplicita la sua preoccupazione nella conclusione del suo articolo: “Temiamo  che senza un sistema di valutazione definito prima della produzione dei risultati, senza un’accettazione condivisa tra le parti dei suoi termini e comune a tutte le Regioni, la straordinaria chance riformatrice che la sanità italiana si è concessa con questa sperimentazione si possa concludere in un nulla di fatto” scrive l’alto dirigente di Assofarm. “Senza regole condivise prima dell’inizio del gioco, il rischio dei conflitti finali è altissimo. E, ce lo insegna la nostra storia, nulla più dei conflitti può abortire il migliore dei momenti storici“,

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