Remunerazione, ancora dati controversi da simulazioni ‘fai da te’ della proposta Federfarma

Remunerazione, ancora dati controversi da simulazioni ‘fai da te’ della proposta Federfarma

Roma, 29 ottobre – La proposta di remunerazione di Federfarma continua –  e prevedibilmente continuerà –  a far discutere:  a scendere nuovamente in pista è il presidente di Federfarma Trapani, Leonardo Galatioto (nella foto),  con un intervento a margine della diatriba che ha opposto, nei giorni scorsi, lo Studio Sediva di Roma al sindacato dei titolari della capitale guidato da Vittorio Contarina, pronto a contestare, conti alla mano, la risposta fornita da un esperto del noto studio professionale romano a un cliente che, fornendogli una sua Dcr, chiedeva quanto avrebbe guadagnato o perso con la nuova remunerazione.   Ai risultati riportati dalla Sediva nella sua newsletter Piazza Pitagora (che nella sostanza deponevano negativamente sui risultati del modello elaborato da Federfarma) si sono infatti opposti quelli – di tutt’altro segno – di Federfarma Roma, scaturiti dai calcoli di Contarina, attestanti invece l’evidente vantaggio derivante dall’applicazione del nuovo modello si remunerazione rispetto all’attuale.
Una querelle sulle modalità di calcolo, in buona sostanza, nella quale è intervenuto con altri calcoli Galatioto, che ha ritenuto di condividere la sua analisi in una lettera indirizzata ai vertici delle associazioni sindacali provinciali e regionali delle farmacie.
Sempre operando sui dati utilizzati da Sediva nella sua simulazione sviluppata sulla Dcr fornita dal cliente e poi riprocessati con altri esiti da Contarina, Galatioto arriva a risultati ancora diversi (i calcoli sono consultabili in dettaglio nella lettera del presidente di Trapani, NdR), dai quali alla fine emerge un margine operativo  deivato di 8.512,15 euro con  l’attuale sistema di remunerazione e uno, invece, di  7.643.76 euro applicando il nuovo schema di retribuzione: una differenza in negativo di 868,39 rispetto all’attuale sistema. Un risultato che confermerebbe dunque le opinioni fortemente critiche sul regime di nuovi compensi proposto da Federfarma che, per minoritarie che possano essere, circolano all’interno dello stesso sindacato.

Opinioni il cui peso è stato però ridimensionato, ieri, dall’analisi della nuova remunerazione effettuata dai due esperti dello Studio Guandalini di Bologna Marcello Tarabusi e Gianni Trombetta, pubblicata sul numero di novembre del mensile iFarma che va in stampa oggi e che RIFday ha potuto proporre ai suoi lettori ieri in assoluta in anteprima.

A giudizio dei due commercialisti, infatti, le simulazioni “fai da te”  (“galeniche”, le definiscono i due esperti con la consueta ironia) applicate induttivamente alle Dcr di una singola farmacia o di un campione limitato di esercizi sono del tutto inaffidabili. E ciò perchè, secondo i due esperti, sono davvero troppe le variabili da considerare (fasce di prezzo del singolo prodotto, mix quota fissa/margine percentuale, quote premiali, classe di sconto Ssn applicabile) per generalizzare risultati che, su ogni singola distinta, dipendono in modo determinante dal mix di prodotti dispensati nel mese. “Per avere un dato esatto – spiegano Tarabusi e Trombetta – bisognerebbe rielaborare tutte le distinte di tutte le farmacie”.

Le valutazioni, dunque, vanno effettuate con altri criteri e considerazioni, anche di tipo macroeconomico: ed è stato proprio questo l’approccio dei due commercialisti bolognesi, che alla fine hanno promosso con sufficienza piena la proposta di nuova remunerazine elaborata da Federfarma e Assofarm:  “A fronte di significative oscillazioni nella composizione del mix dei vari scaglioni” scrivono infatti Tarabusi e Trombetta “le variazioni dei margini complessivi del sistema si contengono in oscillazioni inferiori al 2 per cento”. Quello proposto dalle sigle delle farmacie, dunque, è un modello di remunerazione solido e resiliente, vantaggioso e comunque non penalizzante nella maggioranza dei casi.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Facebook
LinkedIn