Viti (Unaftsip) a Speranza: “Subito un decreto legge per risolvere il nodo parafarmacia”

Viti (Unaftsip) a Speranza: “Subito un decreto legge per risolvere il nodo parafarmacia”

Roma, 29 ottobre – “Sarà mia cura ogni necessario approfondimento volto a verificare la questione delle parafarmacie, altro grande tema di cui credo dovremo occuparci,  e di come anche le parafarmacie possono  essere un pezzo intergrante dell’interno del sistema sanitario nazionale”.  Questo uno degli impegni assunti la scorsa settimana dal ministro della Salute Roberto Speranza davanti alle Commissioni Sanità di Camera e Senato, in occasione della presentazione delle linee programmatiche del suo ministero.

Ed è proprio a questo impegno che fa riferimento Daniele Viti, presidente di Unaftisp, l’Unione nazionale farmacisti titolari di sola parafarmacia, esprimendo in una lettera (qui il testo integrale) la sua soddisfazione per la “sincera presa d’atto che il tema delle parafarmacie legata alla professione è direttamente riconducibile al Ministero che presiede”, al contrario delle parafarmacie “intese come attività di libero mercato, riguardante la liberalizzazione” e che  secondo Viti ricadrebbero in un ambito  “di chiara competenza del Mise”.

Fatta questa premessa, Viti in buona sostanza sollecita il titolare della Salute a essere coerente e conseguente con l’impegno assunto la scorsa settimana in Parlamento, chiedendogli  “di intervenire con un provvedimento d’urgenza (Decreto-legge) poiché parliamo di una emergenza sindacale grave, oramai non più sostenibile e acclarata”.
Un decreto che, a giudizio del presidente Unaftsip, deve anche comprendere “figure professionali nuove, come, ad esempio e in modo non esaustivo, il farmacista di corsia che può rappresentare una valida alternativa a chi non si sente più di investire ad una nuova attività. Proposta questa avanzata a suo tempo dall’attuale viceministro Sileri nella presentazione del suo ddl”.

Viti si rivolge quindi a Federfarma, impegnata nelle partite della farmacia dei servizi, della riforma della remunerazione e del rinnovo della convenzione, chiedendo esplicitamente un sostegno:  “Chiediamo che ci affianchi alla soluzione definitiva del tema riguardante i farmacisti titolari di sola parafarmacia poiché a questo punto non si può ulteriormente derogare e dare una svolta definitiva una volta per sempre, per chi, come noi, ha investito sulla professione. Siamo convinti che la nostra professionalità non può misurarsi con la liberalizzazione della fascia C (già bocciata dalla Consulta, di cui tra l’altro fu firmatario anche l’attuale presidente della Repubblica Mattarella, all’epoca componente della Corte Costituzionale)” aggiunge il presidente Unaftisp “poiché questa riguarderebbe pur sempre un esercizio di vicinato e non un presidio sanitario e questo per noi è il punto dirimente. Ma se qualora il ministro competente (che a nostro avviso dovrebbe essere quello del Mise) e la politica decidessero in questa direzione non saremo noi ad opporci pur consapevoli delle conseguenze che potrebbe avere, e prenderemo nel contempo consapevolezza che questa emergenza sindacale non poteva e non potrà essere risolta, per semplice mancanza di volontà”.

Viti chiude la sua lettera ricordando alla politica che la soluzione del nodo parafarmacie ha anche ricadute occupazionali: mille stabilizzazioni di farmacisti titolari di sola parafarmacia porterebbero infatti, secondo il presidente di Unaftisp,  “2.000 nuovi posti di lavoro, per un totale di 3000 occupati, tra l’altro a costo zero per le casse dello Stato”.

“Il tempo è scaduto, è necessario agire ora, dimostrando la volontà di far fede agli impegni, ed è necessario farlo ora” conclude Viti. “Non credo ci saranno in futuro altre possibilità”.

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