Bozza Patto Salute, dopo il vaglio del MEF sparito il riferimento a farmacia dei servizi

Bozza Patto Salute, dopo il vaglio del MEF sparito il riferimento a farmacia dei servizi

Roma, 8 novembre – “Nell’ambito delle attività per il miglioramento della qualità dei servizi sul territorio, si intende proseguire il percorso di qualificazione del ruolo della Farmacia dei Servizi, che, inserita nelle reti territoriali, soprattutto attraverso la realizzazione di quanto previsto dalla lettera a) del comma 1, art. 2, D.Lgs. 153/2009, partecipi alla gestione di problematiche relative alla salute della persona, ai processi di presa in carico e non solo alla dispensazione del farmaco”.

I lettori più attenti e di buona memoria avranno probabilmente riconosciuto in queste righe il passaggio più significativo, almeno per la farmacia, della bozza del nuovo Patto per la Salute 2019-2021 trasmessa alla fine dello scorso mese di settembre dal ministro della Salute Roberto Speranza alle Regioni (cfr. RIFday del 27 settembre 2019).

Non un documento qualsiasi, quindi, ma l’accordo che notoriamente costituisce di fatto la “road map” degli obiettivi e degli interventi in materia di politica sanitaria nel nostro Paese. Bene, anzi male: perchè quel passaggio (ultimo capoverso della scheda n. 8 del documento, dedicata allo sviluppo dei servizi territoriali) che costituiva un esplicito, importante  riconoscimento alla farmacia dei servizi – non a caso salutato con comprensibile soddisfazione, tra gli altri,  dal presidente della Fofi Andra Mandelli – sembra essersi volatilizzato.

Nella nuova bozza del Patto, infatti, uscita dal passaggio a setaccio fine del MEF e pubblicata in anteprima due giorni fa da quotidianosanità.it, di quel passaggio conclusivo della Scheda 8 non c’è infatti più traccia: non è stato cassato, come avvenuto per molti altri passaggi della bozza, con la usuale barratura di cancellazione che, pur attestandone l’espunzione, mantiene visibili i contenuti eliminati, ma è letteralmente sparito nel nulla.

Ogni illazione al riguardo è ovviamente prematura: potrebbe anche trattarsi,  a voler a tutti i costi fare professione di ottimismo, di un errore, una semplice dimenticanza. Ma la “sparizione” potrebbe anche, al contrario, essere frutto di una scelta precisa. E, in questo caso, non sarebbe davvero un buon segno, anche alla luce del fatto che altri passaggi della scheda sullo sviluppo dei servizi territoriali, riferiti alle figure professionali di medici e infermieri, ancorchè rivisti, corretti e rimaneggiati, sono comunque rimasti.

Honni soit qui mal y pense, recitava il moto dei nobili Knight Companion dell’Ordine della Giarrettiera. Sia vituperato chi ne pensa male. Per quanto ci riguarda, i lettori possono cominciare a vituperare il nostro giornale a partire da ora…..

 

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