Farmaci orali solidi, gli errori da non fare quando si “manipolano”

Farmaci orali solidi, gli errori da non fare quando si “manipolano”

Roma, 11 novembre – Ha oportunamente trovato eco e diffusione anche sulla stampa di informazione la  Raccomandazione n. 19 con la quale il ministero della Salute ha fornito la scorsa settimana le indicazioni per la manipolazione delle forme farmaceutiche orali solide (e quindi per la corretta gestione della terapia farmacologica orale) nei casi in cui non sia possibile somministrarle integre e quando le attività di allestimento non siano effettuate dalla farmacia (cfr. RIFday del 7 novembre)

Sono stati numerosi i giornali che hanno ripreso la notizia, rilanciata tra gli altri anche da AdnKronos, offrendo così un utile contributo a diffonderne i contenuti al pubblico, a partire dal significato del termine “manipolazione”. Per essa,  si intende la divisione di compresse, la triturazione, frantumazione o polverizzazione di compresse e l’apertura di capsule. Si possono infatti verificare particolari situazioni nelle quali non è possibile somministrare forme farmaceutiche orali solide integre, come nel caso (spiega il minisetro) di pazienti disfagici adulti e pediatrici, pazienti pediatrici, anziani, pazienti prebisfagici, pazienti fragili, pazienti politrattati, pazienti in nutrizione enterale. Ma, più semplicemente, la necessità di “manipolare” una compressa può sorgere anche per la necessità di avere un dosaggio non disponibile in commercio.

In questi casi, il ministero fornsce appunto una serie di raccomandazioni, tra le quali quelle di “procedere alla manipolazione subito prima della somministrazione di ogni singola dose; spezzare le compresse divisibili lungo la linea di divisione (dove presente) e prestare attenzione nei casi di compresse senza linea di divisione, in quanto il taglio può determinare angoli vivi o facce ruvide“.

Inoltre è bene “controllare visivamente che le porzioni siano delle stesse dimensioni; non dividere le compresse in meno di un quarto, se non specificato dal produttore; garantire l’igiene delle mani durante la manipolazione (e somministrazione della terapia) nonché l’igienizzazione degli ambienti e delle attrezzature”. Ancora, la raccomandazione sottolinea che  è bene disporre di uno spazio adeguato e isolato dove effettuare la manipolazione, per prevenire la contaminazione conseguente allo spargimento di polvere. Un altro warning invita invece a prestare attenzione alla inalazione o al contatto con i principi attivi (aerosolizzazione).

Come già riferito dal nosrto giornale, sono esclusi dal campo di applicazione della Raccomandazione n. 19 i farmaci antineoplastici. Il documento considera alcuni aspetti tecnici della gestione delle preparazioni magistrali pediatriche e della manipolazione dei farmaci a domicilio del paziente, così come lo sconfezionamento dei medicinali per utilizzare le dosi singole.

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