Gimbe lancia Globee, osservatorio mondiale per i futuro di ricerca scientifica  e sanità

Gimbe lancia Globee, osservatorio mondiale per i futuro di ricerca scientifica e sanità

Roma, 11 novembre  – Si chiamerà  Globee (acronimo per GLobal OBservatory on Ecosystem of Evidence) e vuole essere un osservatorio mondiale in cui saranno coinvolte tutte le organizzazioni internazionali impegnate nel migliorare i tre pilastri dell’ecosistema delle evidenze scientifiche con l’obiettivo di rilevare i bisogni, tracciare la pubblicazione e monitorare implementazione e impatto di tutti gli standard internazionali finalizzati a migliorare produzione, sintesi e trasferimento delle evidenze scientifiche.

A lanciare il progetto, nel corso della  9a edizione della International Conference for Evidence-based Healthcare Teachers and Developers  che ha riunito in Italia oltre 200 tra i massimi esperti mondiali provenienti da 33 paesi di tutti i continenti per discutere delle sfide che deve affrontare l’ecosistema delle evidenze scientifiche, è stata la Fondazione Gimbe, organizzatrice dell’evento.

“Analogamente agli ecosistemi presenti in natura” ha spiegato il presidente Nino Cartabellotta (nella foto“l’ecosistema delle evidenze scientifiche è influenzato da tre componenti: gli esseri viventi, ovvero gli innumerevoli attori della sanità e della ricerca con le loro competizioni, collaborazioni e conflitti di interesse; i fattori ambientali, ossia le determinanti sociali, culturali economiche e politiche; la componente non vivente, ovvero le evidenze scientifiche attraverso i processi di produzione, sintesi e trasferimento alle decisioni professionali e di politica sanitaria e alle scelte di cittadini e pazienti».

“Al di là dei sofismi metodologici”  ha detto ancora Cartabellotta “il fine ultimo dell’evidence-based healthcare (Ebhc) consiste nel migliorare la salute delle popolazioni, la sostenibilità dei servizi sanitari e le esperienze dei pazienti, integrando a tutti i livelli le migliori evidenze scientifiche nelle decisioni che riguardano la salute delle persone. Purtroppo, la produzione, la sintesi e il trasferimento delle evidenze scientifiche, i tre pilastri che reggono l’intero ecosistema, sono “erosi” da molteplici criticità e le loro interazioni non sono ben armonizzate“.

A mettere in crisi l’intero movimento dell’Ebch non sono solo gli interessi commerciali che condizionano la ricerca, ma anche altre criticità puntualmente elencate dal presidente Gimbe:

  • Produzione delle evidenze. Dalle innumerevoli aree di incertezza dove gli studi mancano o sono di scarsa qualità e/o conflittuali agli sprechi nella conduzione e pubblicazione della ricerca, classificati in cinque 5 aree: definizione delle priorità; disegno, conduzione e analisi; regolamentazione e gestione; accessibilità; completezza e usabilità.
  • Sintesi delle evidenze. Dalla proliferazione “epidemica” di inutili revisioni sistematiche prodotte solo per aumentare il numero di pubblicazioni, a linee guida metodologicamente inadeguate, spesso duplicate sulle stesse patologie/condizioni e incapaci di prendere in considerazione la multi-morbidità.
  • Trasferimento delle evidenze. I consistenti gap tra le migliori evidenze disponibili e pratica professionale, politiche sanitarie e scelte dei pazienti condizionano negativamente la sostenibilità dei servizi sanitari, lo stato di salute delle popolazioni e le esperienze dei pazienti. Infatti, ingenti risorse vengono sprecate per sovra-utilizzo di interventi sanitari (farmaci, test diagnostici, dispositivi) inefficaci e inappropriati, sotto-utilizzo di quelli efficaci e appropriati e inadeguato coordinamento dell’assistenza, in particolare tra ospedale e cure primarie, determinando esiti di salute non ottimali e esperienze negative dei pazienti.

“Se è vero che negli ultimi 20 anni la letteratura metodologica internazionale ha prodotto numerosi standard e strumenti per migliorare i processi di produzione, sintesi e implementazione delle evidenze” ha evidenziato Cartabellotta “la loro qualità è molto variabile e non si conosce il loro impatto reale. Ma soprattutto, manca una visione globale sull’ecosistema delle evidenze scientifiche”.

Da qui la decisione di Gimbe di lanciare il progetto Globee, accolto più che positivamente. “I più autorevoli esperti mondiali nel campo dell’Ebhc hanno espresso grande entusiasmo e massima disponibilità a collaborare con la nostra fondazione per il lancio di Globee” conferma il presidente Gimbe. “E soprattutto hanno condiviso che, in un momento caratterizzato dalla crisi dell’Ebhc  è indifferibile sia orientare al miglioramento della salute pubblica i processi di produzione e sintesi della ricerca, sia favorire un adeguato trasferimento delle migliori evidenze alla pratica professionale, alle politiche sanitarie ed alle decisioni di cittadini e pazienti“.

La Fondazione Gimbe invita a manifestare il proprio interesse ad essere coinvolti nel progetto a: www.globee.online.

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