Comunicazione, polemica sui social per un articolo su Federfarma Verona

Comunicazione, polemica sui social per un articolo su Federfarma Verona

Roma, 13 novembre – Uno strumento di informazione sindacale dovrebbe occuparsi dei veri problemi della categoria e non essere usato come bacheca personale di chi quel sindacato è chiamato a dirigerlo. Questa, in buona sostanza, l’accusa rimbalzata nella giornata di ieri sui social a proposito dell’articolo che (sempre ieri) ha aperto Filodiretto, la newsletter quotidiana di Federfarma.

Il pezzo in questione altro non è  che la pubblicazione della lunga lettera con la quale il presidente di Banco Farmaceutico Onlus, Sergio Daniotti, è intervenuto a smentire un articolo relativo alle vicende di Federfarma Verona apparso su un giornale locale veneto, secondo il quale il presidente Marco Bacchini (nella foto) avrebbe perduto la maggioranza all’interno del sindacato a seguito di una presunta “presa di distanza” da parte, appunto, del Banco Farmaceutico.

Circostanza che Daniotti è intervenuto a destituire di ogni fondamento, confermando le stima della sua Fondazione nei confronti di Bacchini (non a caso invitato di recente a due importanti iniziative del  Banco) e precisando che in ogni caso la onlus, perseguendo la propria mission di rispondere al bisogno farmaceutico delle persone indigenti, ha sempre rigorosamente mantenuto “la propria neutralità rispetto agli schieramenti e ai candidati sia delle formazioni politiche sia degli organismi sociali delle associazioni di categoria“, soprattutto a salvaguardia della sua autonomia.

Le molte e vivaci reazioni alla notizia subito apparse sulle piattaforme social di settore nascono in larga prevalenza dalla considerazione che, in un periodo di grande difficoltà e preoccupazione per le farmacie qual è l’attuale, la rilevanza del fatto non è oggettivamente tale da meritare il titolo di testa del notiziario ufficiale del sindacato, soprattutto se si considera che temi di ben altra importanza – su tutti le trattative per il rinnovo della convenzione e la riforma della remunerazione – registrano invece preoccupanti silenzi.

Inevitabilmente, l’articolo su Bacchini (che è anche uno dei responsabili nazionali della comunicazione del sindacato dei titolari, e per il popolo dei social si tratta ovviamente di un’aggravante) è stato posto in relazione alla recente presentazione, a Verona,  di Farmacia Futuro Verona, un gruppo di titolari di farmacia animato da Elena Vecchioni e Gianmarco Padovani (già consigliere di Federfarma nel recente passato), scesi in campo in vista del prossimo rinnovo delle cariche di Federfarma Verona in alternativa all’attuale vertice – capeggiato proprio da Bacchini – con l’obiettivo dichiarato di rilanciare “i valori del sindacato, che dovrà con sempre maggior forza difendere e rappresentare nei nostri territori le farmacie veronesi indipendenti”.

Il sospetto sollevato da molti commenti sui social, insomma, è che la decisione di pubblicare in primo piano l’articolo sulla smentita di Daniotti relativa a una notizia giunta a conoscenza, nella migliore delle ipotesi, dei soli titolari di farmacia veronesi,  altro non sia che il frutto di un riflesso difensivo e della volontà di “tutelare”  la posizione a Verona di Bacchini.

La decisione, però, è apparsa a molti poco estetica, prima e più ancora che poco etica. E il fatto che Bacchini, in ragione delle sue deleghe, sia uno dei dirigenti istituzionalmente preposti al controllo del notiziario sindacale on line, ha finito per peggiorare le cose, come attestano le reazioni seguite alla pubblicazione dell’articolo di ieri, che sul piano della comunicazione ha finito per trasformarsi in qualcosa di molto simile a un autogol.

C’è chi ha anche fatto osservare che lo spazio dedicato a notizie come questa dà la misura di come all’interno della rappresentanza di categoria persista un tasso di autoreferenzialità ritenuto decisamente al di sopra del livello di guardia. E questo, a ben vedere, rischia di essere il vero problema: davvero la farmacia può permettersi di perdersi in preoccupazioni e diatribe ombelicali, mentre al di fuori infuria la tempesta?

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