Catene, in campo anche Banca Profilo, obiettivo l’acquisto di 40/50 farmacie al Nord

Catene, in campo anche Banca Profilo, obiettivo l’acquisto di 40/50 farmacie al Nord

Roma, 19 novembre – Nel sempre più affollato novero di  soggetti imprenditoriali che hanno individuato nel retail farmaceutico un’interessante e promettente opzione di investimento ha fatto capolino anche Banca Profilo, banca indipendente e quotata in Borsa che offre servizi specialistici per la gestione del patrimonio di clienti privati e istituzionali e per le esigenze finanziarie delle imprese.  L’istituto ha infatti deciso di affiancare ai molti e variegati settori di investimento fin qui praticati (dal real estate alle case per anziani, passando per il biotech, le terme e le industrie dolciarie)  anche le farmacie, approfittando delle possibilità aperte dalla legge 124/2017.

A dare ampio risalto alla notizia è oggi il dorso economico del Corriere della Sera, in un articolo che descrive bene anche il contesto all’interno del quale è maturata la scelta di Banca Profilo, ovvero  “la possibilità di acquisire licenze farmaceutiche, creando una rilevante opportunità di sviluppo del business tramite aggregazione delle strutture in poli coordinati, come già accaduto in mercati più maturi” offerta dalla già ricordata legge sulla concorrenza di due anni fa, peraltro arrivata in un momento di crisi economica della farmacia. “Una crisi, o comunque un calo del fatturato” scrive il Corriere della Sera “determinato dal fatto che la rivendita dei medicinali di per sé non è più sufficiente e le strutture, per rendere come un tempo, devono diversificare sul modello degli store americani e inglesi. Non a caso da poco più di un anno è sbarcato in Italia Boots, il player internazionale guidato da Ornella Barra e Stefano Pessina, leader assoluto del settore”.

A illustrare il nuovo progetto di Banca Profilo (attraverso i suoi “club di investimento riservati”, nati per consentire ai clienti rendimenti che il mercato finanziario  oggi non garantisce più) è l’amministratore delegato Fabio Candeli. “Si chiama Apotek e si tratta di un deal per rilevare 40/50 farmacie concentrate in città del Nord Italia. Per finanziare il progetto, è stata costituita holding (Neo Apotek) in cui sarà effettuato un aumento di capitale fino a 30 milioni in due round di raccolta”.

Un nuovo player, dunque, entra nello scenario del retail farmaceutico italiano, del quale il Corriere della Sera ricorda i numeri attuali:  circa 19 mila farmacie, per un volume d’affari pari ad 24 ,4 miliardi, dato sostanzialmente costante nell’ultima decade. “Rispetto alla totalità delle farmacie” precisa l’articolo del quotidiano milanese “circa il 10 % è di matrice pubblica, per restante 90 % si tratta di strutture private, detenute da uno (il 70 %) o più (il 30 %) farmacisti organizzati in società di persone. Invece le farmacie in comunali , a seguito della riforma Madia, da tempo sono state messe in vendita ricercando compratori qualificati, in grado di riconvertirle in modo efficace e vantaggioso per la comunità locale”.

L’articolo offre anche una veloce overview sul fenomeno in rapida evoluzione delle aggregazioni di farmacie e dei protagonisti che lo animano: il gruppo americano McKesson,per cominciare, che con il marchio Lloyds vanta la catena più grande d’Italia con 200 farmacie, 20 parafarmacie e 30 altre strutture affiliate. Sul territorio nazionale sono però già più di 300 le farmacie in mano a investimenti di capitale:  la conta del Corriere della Sera ne attribuisce 13 (tra cui la «storica» Carlo Erba a Milano) a Boots, il brand del gruppo americano Wallgreens Boots Alliance che controlla 18.500 farmacie in 11 paesi con un fatturato di 132 miliardi di dollari e circa 415 mila dipendenti.

“Il progetto Apotek  si inserisce in una finestra temporale ancora favorevole, prima dell’aumento della pressione competitiva e lo fa con uno spirito industriale piuttosto che puramente finanziario” spiega ancora Candeli al Corriere della Sera. “Infatti ad oggi il fatturato medio per punto vendita è di circa 1,2 milioni di euro ma ci sono potenzialità molto elevate di sviluppo. Investiremo nelle farmacie, svilupperemo l’offerta di servizi integrativi che sfruttino il volume elevato di visite (4 milioni di clienti al giorno). Investiremo per creare un modello di farmacia come hub della salute a 360 gradi,che garantisca al cliente un rapido accesso a servizi specializzati e personalizzati. Effettueremo un riposizionamento del mix di prodotti per spingere l’offerta commerciale e aumentare la marginalità. Il mercato delle aggregazioni non è ancora maturo, Neo Apotek agisce come uno dei primi operatori e dopo aver raccolto un congruo pacchetto di farmacie, potrà vendere agli operatori specializzati. Comprare al dettaglio per vendere all’ingrosso“».

Una strategia sulla carta ben chiara, dalla quale si attendono ovviamente  ritorni positivi e congrui.  “Il team operativo incrementerà le azioni volte a efficientare la gestione dei punti vendita”  spiega ancora l’AD di banca Profilo “sviluppando il fatturato e  consolidando i margini attraverso l’applicazione di strategie volte a ottimizzare profondità, qualità e costi del servizio. È previsto nelle stime interne il raggiungimento di un fatturato aggregato di circa 60 milioni in cinque anni. In base al piano definito dal management e alle attuali evidenze del contesto di riferimento” conclude Candeli “il progetto prospetta dei ritorni in linea con gli investimenti in private equity”.

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