Convegno Enpaf: “Casse private, sì alla sussidarietà, ma servono sostenibilità e autonomia”

Convegno Enpaf: “Casse private, sì alla sussidarietà, ma servono sostenibilità e autonomia”

Roma, 20 novembre – Una overview sul ruolo che, in un momento particolarmente problematico, gli enti di previdenza privati possono recitare per contribuire a rilanciare gli investimenti e rimettere così in moto l’arrancante economia del Paese. A proporla, in un convegno organizzato ieri a Roma dall’Enpaf a  Palazzo Altieri, sono stati esperti di primo piano come Walter Anedda, presidente della cassa di previdenza dei commercialisti,  Francesco Verbaro e Filippo Petroni dell’Adepp (la sigla che riunisce le casse previdenziali private) e Domenico Bilotta, managing director di InvestIRE Sgr, operatore indipendente del risparmio gestito specializzato nella valorizzazione di portafogli immobiliari in differenti settori di mercato che gestisce oltre sette mliardi di euro.

Il convegno, tenutosi alla presenza di una folta rappresentanza di presidenti di Ordini provinciali di farmacisti, a Roma per i consigli nazionali  di Fofi (tenutosi ieri) ed Enpaf (in programma nella mattinata di oggi), ha consentito alle casse private di mettere, come si dice, alcuni puntini sulle i, in particolare evidenziando il “doppiopesismo” di uno Stato che da una parte chiede alle casse professionali  – come è peraltro legittimo, soprattutto in situazioni di grande sofferenza quali le attuali – un contributo per uscire dalle secche di un’economia drammaticamente stagnante, ma dall’altra costringe le stesse casse – lo ha evidenziato il presidente dell’Enpaf Emilio Croce introducendo i lavori – a subire misure incomprensibilmente penalizzanti, che non di rado rappresentano delle vere e proprie invasioni di campo rispetto all’autonomia che lo stesso Stato, con le sue leggi, riconosce agli enti previdenziali professionali.

“Un esempio paradigmatico”  ha spiegato Croce “è rappresentato dall’aver assoggettato anche le nostre casse, che sono private, alle forche caudine della spendig review, di fatto assimilandole agli enti pubblici, costringendole a effettuare un versamento in favore del bilancio dello Stato nella misura del 155 della spesa sostenuta per i consumi intermedi”.

Altro punto critico, l’iniqua tassazione dei contributi previdenziali versati dagli iscritti, che sono tassati due volte: “La prima è la tassazione dei redimenti ottenuti, nonostante essi siano finalizzati ad accrescere i singoli montanti contributivi” ha spiegato Croce. “La seconda è quando gli stessi rendimenti accumulati vengono tassati nel momento in cui sono convertiti in rendita pensionistica”.

Criticità che le casse professionali riunite nell’Adepp chiedono da tempo di risolvere, passando dall’attuale fiscalità ETT (ovvero esensione dlla tassazione dei contributi e tassazione dei rendimenti e delle prestazioni) al modello EET (dove la doppia E sta per esenzione da tassazione dei contributi e dei rendimenti e la T per la tassazione delle prestazioni).

Concetti chiariti in dettaglio dai relatori al convegno, che hanno avuto modo di evidenziare a Sergio Puglia (nella foto), il senatore M5S presidente della Commissione parlamentare per il controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, presente ai lavori, come il sistema previdenziale privato non sia nelle condizioni di sopportare, in una situazione che le dinamiche demografiche ed economiche rendono particolarmente gravosa, anche ulteriori stress dovuti a una bizzarra interpretazione, da parte dello Stato,  del rapporto di sussidiarietà del settore privato rispetto al pubblico.

Anedda, in particolare, ha insistito sul tema della salvaguardia dell’autonomia: “Se la previdenza del futuro, come molti ritengono, dovrà essere basata sulla stretta collaborazione Stato/società civile e se, per l’allungamento della vita media e gli stravolgimenti sempre più rapidi del mondo del lavoro, accanto al tradizionale modello previdenziale che ha il suo baricentro nel sistema pensioni dovrà essere elaborato un nuovo modello che dia il giusto peso anche agli aspetti assistenziali e sanitari” ha detto il presidente della cassa commercialisti “allora non si può prescindere dalla necessità di preservare l’autonomia che gli enti hanno raggiunto e che hanno dimostrato di meritarsi negli anni”.

“L’obiettivo degli enti di previdenza è quello di garantire sostenibilità e adeguatezza” ha detto ancora Anedda, per il quale “se davvero si vuole ragionare concretamente e correttamente in termini di sussidiarietà del settore privato rispetto al pubblico, la responsabilità e l’autonomia di chi gestisce gli enti non può che essere piena. Perché ciò sia possibile, è necessario  preservare proprio la capacità di poter assumere decisioni che non siano in alcun modo condizionate o vincolate. E non sempre è quello che avviene”.

Nessuna preclusione, dunque, a un dialogo con il Governo sul ruolo delle casse nella cornice degli investimenti istituzionali, dialogo che – peraltro – è tornato a sollecitare il sottosegretario del MEF Pier Paolo Baretta in un lungo e circostanziato messaggio fatto pervenire ieri al presidente Croce.

“Appena saremo usciti dalla tenaglia della legge di bilancio” scrive Baretta, impossibilitato a prendere parte ai lavori “serve avviare un tavolo di confronto con l’Adepp. Il ruolo degli investitori isituzionali diviene ancora più centrale con il Green New Deal definito dal governo, perché solo un’allocazione di risorse su progetti sostenibili potrà permettere di modificare il nostro modello economico”.

 

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