Dispensazione adattata, in Francia è già polemica tra medici e farmacisti

Dispensazione adattata, in Francia è già polemica tra medici e farmacisti

Roma, 22 novembre – Ai medici francesi non piace l’addendum (il n. 19) dell’accordo farmaceutico con il quale le parti firmatarie (da una parte la Cnam, la Caisse nationale assurance maladie, dall’altra i sindacati delle farmacie) concordano di promuovere e sviluppare la cosiddetta “dispensazione adattata”, con l’obiettivo di  “garantire la consegna della quantità pertinente di farmaci richiesta per il trattamento prescritto, al fine di evitare qualsiasi rischio di uso improprio”. Gli atti professionali di dispensazione adattata alle esigenze terapeutiche del paziente verrebbero ovviamente remunerati.

Contro l’addendum insorge però il Sindacato dei medici liberali (Sml), che ritiene che l’adozione della misura “significherebbe pagare il farmacista per non erogare in tutto o in parte i trattamenti a dosaggio variabile prescritti dal medico”. La sigla dei medici, secondo quanto rifersice Le Quotidien du Medecin,  paventa un ruolo da “censore” del farmacista, che rischia di trasfomarsi nel responsabile di una sorta di razionamento. “Una tale prospettiva non è in alcun modo un coordinamento delle cure, ma mira a rendere i farmacisti il ​​blocco del controllo economico della prescrizione medica” spiega il presidente di Sml Philippe Vermesch, esprimendo anche il timore che l’addendum 19, alla fine, apra la strada alla “prescrizione dei farmacisti invece dei medici”.

A gettare acqua sul fuoco, precisando i contenuti dell’addendum 19, è Gilles Bonnefond, presidente dell’Uspo (nella foto),  uno dei sindacati delle farmacie che firmano l’accordo convenzionale con la Cnam.  “La dispensazione adattata è svolta in conformità con la prescrizione del medico. L’obiettivo è promuovere l’uso corretto dei farmaci” dichiara allo stesso Quotidien du Medecin il . “In farmacia vediamo prescrizioni con trattamenti per dolore, costipazione, collutori, pomate di idratazione cutanea con dosaggi variabili. Il ruolo del farmacista è quello di assicurarsi che il paziente che sta già regolarmente assumendo questi farmaci li prenda in condizioni di tutta sicurezza. Il dialogo tra farmacista e paziente consente appunto di adattare meglio l’uso di questi trattamenti”.

La modifica dell’addendum 19, in ogni caso, rientra caso nell’ambito dell’aumento delle “missioni di salute pubblica” dei farmacisti e della diversificazione del perimetro del loro esercizio professionale, dall’impegno per garantire l’osservanza dei trattamenti farmacologici fino alla lotta contro le patologie iatrogene. In cambio della “dispensazione su misura”, i farmacisti riceveranno un compenso, il cui importo sarà negoziato sulla base del modello Rosp, la remunerazione per obiettivi di salute pubblica adottato per i medici.

Facile prevedere – conoscendo la ferma denominazione con la quale la professione medica difende i suoi spazi e le sue prerogative – che le polemiche sull’addendum 19 sono appena all’inizio.

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