Aifa, ancora preoccupanti i numeri sull’uso degli antibiotici in Italia

Aifa, ancora preoccupanti i numeri sull’uso degli antibiotici in Italia

Roma, 26 novembre – Nella settimana mondiale promossa dall’Oms per promuovere la  consapevolezza nell’uso degli antibiotici, l’Aifa ha  pubblicato il secondo rapporto nazionale  L’uso degli antibiotici in Italia, che fotografa i dati di consumo e spesa per questi farmaci nel nostro Paese relativi al 2018.

Dal rapporto – uno strumento prezioso per monitorare l’uso degli antibiotici nell’uomo e individuare le aree di maggiore criticità su cui agire per promuovere un uso più appropriato degli antibiotici – emergono purtroppo risultati tutt’altro che confortanti, con la conferma delle criticità italiane sia per quanto riguarda la diffusione dell’antibioticoresistenza sia il consumo ancora troppo altro degli antibiotici, superiore alle media europea.

Complessivamente nel 2018 il consumo di antibiotici, inclusi quelli acquistati privatamente dal cittadino, è stato di 21,4 dosi ogni mille abitanti, in lieve aumento, dello 0,5%, rispetto alle 20,9 dosi del 2017. Restano molto forti le differenze regionali: analizzando i dati per area geografica, emerge  infatti che al Sud e nelle Isole, il consumo di antibiotici a carico del Ssn è di circa 20,4 dosi giornaliere per mille abitanti (numero che esclude, in questo caso, quelli comprati dai cittadini di tasca propria), quasi il doppio delle 12,7 che si registrano al Nord e ben superiore alle 16,9 dosi del Centro. Una variabilità regionale, a giudizio dell’Aifa, “non del tutto giustificata dall’epidemiologia e per questo indice di possibile inappropriatezza d’uso”.

Il consumo di antibiotici, inoltre, risente anche di variazioni su base stagionale:  si passa da un consumo di 11,4 dosi giornaliere per mille abitanti nel mese di agosto a 24 nel mese di gennaio, un raddoppio certamente correlato con i picchi di sindromi influenzali osservati nei diversi anni. Ma, osserva Aifa, “considerato che le sindromi influenzali non richiedono nella maggior parte dei casi l’impiego di antibiotici poiché sono di natura virale (salvo eventuali complicanze batteriche), l’aumento così significativo delle prescrizioni di antibiotici in coincidenza con i picchi influenzali è una spia di una inappropriatezza nei consumi”.

Quanto alle differenze nei consumi per fasi della vita e genere, il maggior consumo di antibiotici è nei primi sei anni di vita e dopo i 75 anni, a causa della maggiore incidenza di malattie infettive. L’utilizzo frequente che si registra tra le donne nelle fasce d’età intermedie è forse correlato al trattamento delle infezioni delle vie urinarie. Mentre per gli uomini il maggior uso nella terza età può essere dovuto alle sovrainfezioni batteriche nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco).

Il quadro complessivo che emerge dal rapporto è in ogni caso preoccupante: nelle graduatorie relative alla distribuzione dei batteri resistenti in Europa, “l’Italia detiene insieme alla Grecia il primato per diffusione di germi resistenti” osserva l’Aifa. E una delle ragioni principali dell’aumento di resistenze batteriche è proprio l’uso non appropriato degli antibiotici, che supera il il 30% in tutte le condizioni cliniche studiate (influenza, raffreddore comune, laringotracheite, faringite e tonsillite, cistite non complicata e bronchite acuta), a eccezione della bronchite acuta.

“Le attitudini prescrittive dei medici e le differenze socio-demografiche e culturali dei diversi contesti geografici incidono in maniera significativa sui consumi, rivelando margini di miglioramento nell’uso appropriato di questi farmaci” scirve l’Aifa. “L’uso inappropriato degli antibiotici concorre ad aggravare il problema della resistenza batterica agli antibiotici, rendendo sempre meno efficaci farmaci che in molte situazioni rappresentano dei veri e propri salvavita”.

Scontata e inevitabile l’ennesima esortazione finale dell’Agenzia regolatoria nazionale: “Utilizzare gli antibiotici con attenzione deve essere un impegno e un dovere per tutti, dai professionisti sanitari alla popolazione generale”.
L’uso degli antibiotici in Italia – Rapporto nazionale anno 2018

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