Federfarma: “Capitale in farmacia, efficienza del servizio a rischio, servono correttivi”

Federfarma: “Capitale in farmacia, efficienza del servizio a rischio, servono correttivi”

Roma, 28 novembre –  Le norme sulla farmacia della legge sulla concorrenza, così come sono, mettono a rischio l’efficienza del servizio farmaceutico e vanno cambiate. È quanto torna a chiedere Federfarma dopo la notizia della chiusura, a Bologna, di due farmacie, tra le quale la storica Zarri, operante da più di due secoli nel cuore della città (nella foto).

Quanto accade a Bologna, scrive il sindacato dei titolari in una nota, “conferma le preoccupazioni ripetutamente espresse da Federfarma sulle conseguenze  negative dell’introduzione del capitale nella proprietà della farmacia, consentita dalla legge 124/2017. L’efficienza del servizio farmaceutico è messa a rischio da una norma che può diventare uno strumento per trasformare la farmacia in un’attività puramente commerciale, se non addirittura in una copertura per riciclare soldi della malavita”.

Per Federfarma, a correre il rischio di pagare le conseguenze di una farmacia “non più improntata alla professionalità e all’etica” sono in primo luogo i cittadini, “che rimangono sprovvisti di un servizio sanitario indispensabile, soprattutto nei centri minori dove la farmacia è l’unico avamposto del servizio sanitario nazionale al quale rivolgersi. Quando una farmacia chiude perché non è più economicamente sostenibile si crea un danno anche a livello occupazionale, come nel caso di Bologna”.

Un settore così delicato come la salute, a giudizio di Federfarma, non può essere terreno per percorsi di deregulation “estremamente pericolosi per i cittadini, per i malati e per lo stesso servizio sanitario che, a lungo andare, non potrebbe più contare sulla capillarità della rete delle farmacie”.

Per questo , conclude la nota, “Federfarma torna con forza a chiedere una tempestiva revisione della legge 124/2017 con l’introduzione di paletti e garanzie che assicurino la prevalenza della componente professionale nella proprietà della farmacia.”

La richiesta del comunicato del sindacato dei titolari, però, non sembra trovare orecchie disponibili in Parlamento, dove (la notizia è proprio di ieri) l’emendamento a firma del senatore pentastellato Luigi Di Marzio finalizzato appunto all’introduzione dei correttivi richiesti da Federfarma è stato dichiarato inammissibile dalla Commissione Bilancio del Senato, come il nostro giornale riferisce oggi in un altro articolo. E la possibilità di modificare la legge 124/17 per introdurre i paletti e le garanzie richieste dal mondo della farmacia continua, almeno per ora, a restare molto lontana.

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