Orlandi e Misasi: “Farmacia front-office Ssn per decreto, se insistiamo faremo anche i call center”

Orlandi e Misasi: “Farmacia front-office Ssn per decreto, se insistiamo faremo anche i call center”

Roma, 28 novembre –  AAA sindacato cercasi: questa, all’osso, la sintesi dell’ultima nota che Farmacia Indipendente, l’associazione “corsara” animata da Alfonso Misasi e Alfredo Orlandi (nella foto), dirigenti sindacali di lungo corso (sono stati a lungo segretario nazionale di Federfarma il primo e presidente del Sunifar il secondo), ha inviato ieri al presidente Marco Cossolo e a tutto lo “stato maggiore” del sindacato dei titolari  (componenti del Consiglio di presidenza, del Consiglio delle Regioni e dell’assemblea nazionale), oltre che ai giornali di categoria.
Come fanno fin dagli esordi di Farmacia Indipendente, Misasi e Orlandi si muovono sul terreno delle considerazioni critiche e dei rilievi, anche questa volta facendo ampio ricorso al registro sarcastico. Con riferimento al titolo (definito “trionfante“) Speranza: ‘Potenziare la farmacia dei servizi’, pubblicato nei giorni scorsi dal notiziario di Federfarma Filodiretto, i due osservano che un conto sono le promesse in risposta a un’interrogazione parlamentare o l’approvazione di un ordine del giorno  (che, scrivono, “non si nega a nessuno”), ben altra questione sono i fatti che nel frattempo si verificano:  investimenti nei servizi riservati ai medici di medicina generale;  convenzione “impantanata” e nuova remunerazione di cui non si sa più nulla.
“Per fortuna” ironizzano Orlandi e Misasi “un decreto in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, illustrato dallo stesso ministro, conferma il ruolo della farmacia quale “front-office del Ssn“(dal vocabolario Treccani:  front-office, s. m. e agg. inv., ufficio di servizio diretto, sportello).  Se insistiamo un po’ potremmo fare anche gli addetti al call-center”.
La nota di Farmacia Indipendente passa quindi a una dura critica in ordine alle trattative per il rinnovo della convenzione: “Il 21 di questo mese si è tenuto un incontro con la Sisac per discutere sul rinnovo della nostra convenzione, e in moltissimi si era in attesa di una qualche notizia a riguardo. Ma nei giorni seguenti, il silenzio più assordante” scrivono Misasi e Orlandi. “Purtroppo spesso il silenzio dice più di tante parole e all’amarezza della constatazione di un tale comportamento da parte dei nostri vertici nazioali, si aggiunge la consapevolezza di non poter nemmeno contare sulla obiettività della stampa ‘ufficiale’ di categoria: nemmeno un cenno in proposito”.
Sempre a proposito di informazione, i due dirigenti osservano come “da mesi ormai le uniche notizie imperanti sono la ‘caccia al diabetico’, le novità terapeutiche per la patologia prostatica, le preoccupazioni per la obesità e via discorrendo ma quasi più nulla di sindacale, quasi a testimoniare che di sindacale non vi è più nulla”.
“A chi giova tenere nascosto ciò che prima o poi si verrà a sapere, e magari anche in modo peggiore?” chiede la nota, sottolineando come “il tema che sempre più frequentemente viene dibattuto dalla’ base’ nei vari social (…) è la scarsa importanza dell’essere iscritti in Federfarma, ritenuta ormai una struttura (e non un sindacato) che non tutela, non arricchisce, non promuove, non coinvolge”.
“Nelle nostre assemblee provinciali e regionali sempre più silenzio” concludono Misasi e Orlandi. “Il silenzio di chi vive solo di pane e farmacia e prova solo grande sgomento non riuscendo più a capire l’orizzonte professionale”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Facebook
LinkedIn