Farmaci biologici e biosimilari, a Milano il punto sulla continuità ospedale-territorio

Farmaci biologici e biosimilari, a Milano il punto sulla continuità ospedale-territorio

Roma, 2 dicembre – Fare il punto sugli aspetti peculiari dei farmaci biologici, che negli anni hanno consentito a milioni di pazienti di beneficiare di terapie per molte patologie, spesso gravi e di complessa gestione, dall’utilizzo ospedaliero alla prosecuzione del trattamento sul territorio dopo la dimissione. Questo l’obiettivo dichiarato del convegno Farmaci biologici: continuità terapeutica tra clinica e governance organizzato da Motore Sanità e tenutosi a Milano il 28 novembre.

Un’occasione per i vari attori della filiera (clinici, farmacologi, medici di medicina generale, farmacisti  ospedalieri e territoriali, farmaco economisti, rappresentanti delle associazioni pazienti e delle istituzioni) di confrontarsi su una risorsa terapeutica importante ma che deve ancora trovare un corretto equilibrio fra le esigenze cliniche, la sostenibilità del sistema sanitario e la visione del paziente.

“I farmaci biologici hanno rivoluzionato la terapia medica in molte malattie tra cui il cancro, le malattie reumatiche, l’asma e l’ipercolesterolemia. Alla scadenza dei brevetti hanno sviluppato farmaci molto simili denominati biosimilari. Alla base dello sviluppo dei biosimilari c’è la stessa idea per cui sono prodotti i farmaci generici: fornire un’alternativa più economica al paziente quando scade il brevetto” ha spiegato  Francesco Scaglione, direttore dell scuola di Specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica dell’Università di Milano. “Un biosimilare e il suo originatore, essendo ottenuti mediante processi produttivi differenti, non sono uguali. Sono solo simili in termini di qualità, efficacia e sicurezza. Tuttavia, le principali agenzie regolatorie del mondo, Fda ed Ema, assicurano che l’approvazione dei farmaci biosimilari garantisce la stessa efficacia e sicurezza degli originatori”.

“I biosimilari di enoxaparina rappresentano, tra i medicinali biologici, i farmaci che si rivolgono alla platea di pazienti più ampia da quando tale categoria di prodotti biotecnologici ha fatto la sua comparsa in Italia” ha aggiunto Claudio Cimminiello, direttore del Centro Ricerche e Studi della Siapav, la Società italiana di Angiologia e Patologia vascolare (nella foto), utilizzando questi farmaci che rientrano nel gruppo delle eparine a basso peso molecolare,  anticoagulanti utilizzati per impedire la formazione di trombi,  come case history per illustrare situazione e problematiche nell’impiego dei biosimilari. “L’enoxaparina viene impiegata in un ampio spettro di malattie vascolari, arteriose e venose. Con una dinamica di impiego che varia profondamente rispetto ai biosimilari finora introdotti in commercio. Infatti, l’eparina a basso peso molecolare ha finito con l’essere impiegata per breve periodo in pazienti la cui necessità del farmaco è in qualche modo urgente ed ‘estemporanea’ e  assai meno prevedibile rispetto a quanto avviene per altri pazienti in cui i biosimilari vengono usati (per esempio l’insulina per i diabetici o i pazienti con artrite reumatoide)”.

Ciminello ha quindi ricordato come la normativa nazionale, ispirata prevalentemente da criteri economici, abbia stabilito l’intercambiabilità tra biosimilari e originator e tra diversi biosimilari. “A livello di alcune Regioni,  si è poi insistito sulla ineludibilità per il medico di famiglia che prescrive questi farmaci di rivolgersi al medicinale meno costoso” ha sottolineato l’esperto. “Questi concetti si associano a una probabilità molto elevata – in sostanza alla certezza – che la continuità terapeutica verrà a mancare. Per definizione i farmaci biosimilari non sono identici all’originatore ma simili: ne differiscono in qualche misura e differiscono tra loro. Non è confortante” ha concluso Cimminiello “sapere che un paziente da trattare per una patologia vascolare a rischio immediato della vita possa dover cambiare a più riprese il farmaco per la cura, e qualche volta poterne restare sprovvisto”.

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