Convenzione, nuovo incontro il 16 dicembre tra la Sisac e le sigle della farmacia

Convenzione, nuovo incontro il 16 dicembre tra la Sisac e le sigle della farmacia

Roma, 3 dicembre –  La Sisac ha fissato per il pomeriggio del 16 dicembre il prossimo incontro con le rappresentanze di Federfarma e Assofarm per  le trattative di rinnovo dell’accordo convenzionale nazionale per la disciplina dei rapporti con le farmacie pubbliche e private. La lettera di convocazione, contenente le consuete indicazioni procedurali sulle modalità di accredito delle delegazioni trattanti, è stata inviata alle due sigle delle farmacie private e pubbliche lo scorso 29 novembre.

L’incontro fa seguito a quello recente del 21 novembre, dal quale era emersa una situazione di stallo sostanziale: nonostante l’intenso lavoro condotto a settembre nel corso degli incontri tecnici ristretti della task force incaricata di sgombrare il campo da discordanze e  impedimenti aggredibili sul piano tecnico e formale, per consentire alle trattative in sede plenaria di proseguire più speditamente, le parti continuano infatti a rimanere attestate sulle proprie posizioni.

Che restano molto distanti e di fatto non sembrano avere molti passi in avanti da quando, alla fine di luglio dello scorso anno, le trattative cominciarono a entrare nel vivo, con la presentazione da parte di Federfarma e Assofarm del nutrito dossier di contestazioni ai contenuti della prima  bozza di accordo elaborata dalla stessa Sisac che declinava l’atto di indirizzo licenziato dalle Regioni nel febbraio del 2017 .

Da allora a oggi, ovviamente, le cose sono andate avanti (con andamento lento, anche in ragione delle ben note vicissitudini politiche) ma senza progressi davvero significativi: l’ultima proposta di accordo che Sisac ha fatto pervenire alle due sigle delle farmacie ai primi di novembre, infatti, non si discosta molto dalle proposte della bozza con la quale la società di contrattazione aveva aperto il negoziato nell’estate di un anno fa, quasi che la bocciatura opposta a strettissimo giro da parte di Federfarma e Assofarm non avesse mai avuto luogo.

Nel corso dell’incontro del 21 novembre scorso Federfarma e Assofarm hanno ovviamente provato a riproporre le loro richieste, a partire dal ripristino dell’indicazione contenuta nell’atto di indirizzo delle Regioni, ovvero la definizione di criteri omogenei sui compensi alle farmacie e gli elenchi dei farmaci, per mettere ordine nella giungla della distribuzione diretta e per conto, indicazione inopinatamente“desaparecida” nella bozza Sisac. Dove, invece, continua a frea bella mostra di sè (si fa per dire) la possibilità per le Regioni di estendere la Dpc anche ai farmaci dell’extra-Pht, misura con ragione avversata con forza dalle sigle delle farmacie.

Ma l’aria che tira – a prestare fede alle poche e significative reazioni filtrate a seguito dell’incontro di due settimane fa –  non sembra putroppo promettere nulla di buono. La struttura interregionale per il rinnovo degli accordi con il Ssn guidata da Antonio Maritati (nella foto) continua infatti a opporre un muro di gomma, ascoltando tutte le istanze dei rappresentanti di Federfarma e Assofarm e prendendone diligentemente nota, con l’assicurazione che saranno poi sottoposte alla valutazione delle Regioni: saranno loro, a decidere. La Sisac, insomma, sembra quasi voler derubricare il suo ruolo, assimilandolo a quello di intermediario privo di una reale autonomia, e ciò rende ovviamente molto complicate le trattative, soprattutto per i rappresentanti delle farmacie.

Il risultato è che, su queste basi e a queste condizioni, la negoziazione non poteva che impaludarsi, anche perché l’impressione è che il muro di gomma innalzato da Sisac nasconda in realtà il muro in cemento armato di chi sta incrollabilmente fermo sulle sue posizioni e non è disposto a ritoccarle, se non, forse, per qualche limatura di poco conto, comunque non decisiva.

La posizione della parte pubblica, insomma, per dirlo con maggiore chiarezza, per quanto abilmente dissimulata sotto le vesti di un’apparente (e anche cordiale) disponibilità a trattare, è riassumibile con la popolare metafora del piatto di minestra: o lo si  mangia per quello che è o si salta la finestra.

L’incontro del 16 dicembre dirà se le cose sono davvero così, ipotesi che ovviamente metterebbe le sigle della farmacia in una situazione davvero difficile: si può firmare, a ben 21 anni di distanza dalla precedente, una nuova convenzione che – lungi dal recepire le legittime istanze della farmacia – non solo non appare in grado di superare le criticità strutturali del servizio farmaceutico ma anzi le “congela” e per certi versi addirittura le peggiora?

L’ardua sentenza,  purtroppo per le attuali dirigenze di Federfarma e Assofarm, non è rinviabile ai posteri.

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