Mnlf: “Numero programmato per l’università? Prima si crei lavoro, poi se ne parla”

Mnlf: “Numero programmato per l’università? Prima si crei lavoro, poi se ne parla”

Roma, 5 dicembre – Un’intervista resa dal presidente della Fofi Andrea Mandelli, pubblicata ieri su una testata di settore, sul tema piuttosto controverso della regolamentazine dell’accesso alla facoltà di Farmacia (materia sulla quale Mandelli, nella sua qualità di deputato, ha presentato all’inizio di quest’anno una proposta di legge a sua firma), ha subito riacceso il  dibattito all’interno della professione.

Alle affermazioni del presidente della Fofi, che ha ammesso come “in alcune zone del Paese, ad esempio al Sud, c’è abbondanza di laureati (in farmacia, NdR) e ci sono problemi occupazionali”, mentre  “in altre aree ci sono meno problemi e in alcune aree del Nord c’è persino carenza di laureati”,  ha infatti subito replicato il Movimento nazionale liberi farmacisti, con una nota nella quale “registra con piacere” le parole di Mandelli, che “per la prima volta ammette che esiste un problema di penuria di farmacisti nel Nord Italia”.

Ammissione che, però, non fa mutare di una virgola il giudizio negativo del Mnlf sulla proposta di legge presentata da Mandelli:  “La nostra posizione è di un no secco. Qualsiasi forma, anche transitoria (che in Italia significa definitiva), finalizzata a porre dei limiti all’accesso alla facoltà di Farmacia è funzionale solo e unicamente a un interesse lontano anni luce da quello degli studenti” scrive la sigla presieduta da Vincenzo Devito, molto severa anche nei confronti del ricorso a parole ed espressioni come  “meritocrazia” e “fabbisogno per le professioni sanitarie”: la prima, per Mnlf, è usata come “una foglia di fico per tutelare privilegi” e il secondo è “un meccanismo ambiguo che negli ultimi anni ha fallito clamorosamente nelle previsioni”.

La sigla dei liberi farmacisti rivolge al presidente della Fofi il consiglio di “osservare le cose da una prospettiva diversa, lavorando a tempo pieno per creare nuove opportunità di lavoro per i farmacisti italiani”.

Due le proposte avanzate al riguardo da Mnlf: la prima, già avanzata da tempo, è quella di “legare il convenzionamento delle case di cura e di riposo con l’inserimento obbligatorio nel proprio organigramma di un farmacista che si occupi da dentro la struttura della gestione dei farmaci, compito per cui la stessa università italiana lo ha formato”.

Si tratta di una proposta – si legge nel comunicato Mnlf – che “porterebbe migliaia di nuovi posti di lavoro e risparmio per le stesse strutture, ma sino ad ora è stata ignorata dai vertici Fofi”.

La seconda proposta riguarda “la ‘sacca’ di lavoro negata nelle pieghe dell’attuale legislazione sulla dispensazione dei farmaci, quella che vieta ai farmacisti che operano in esercizi diversi delle farmacie di cedere tutti i farmaci per cui hanno studiato”.

Le due proposte, a giudizio dei liberi farmacisti, se realizzate porterebbero molti posti di lavoro in più, “tanti da far sì che non si perda più tempo a progettare disegni per bloccare l’ingresso nella facoltà di Farmacia. Questo Paese, che è agli ultimi posti per numero di laureati nell’Ue, non si può più permettere di giocare con il futuro dei giovani e deve investire su di loro” conclude il comunicato. “Ostacolare la loro crescita significa bloccare quella dell’Italia”.

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