Gizzi: “Condizioni favorevoli per far prevalere l’identità sanitaria delle farmacie”

Gizzi: “Condizioni favorevoli per far prevalere l’identità sanitaria delle farmacie”

Roma, 6 dicembre – “Esistono i presupposti tecnico-legislativi perché la farmacia italiana possa far valere il primato del suo ruolo sociale su quello commerciale”.

Così Venanzio Gizzi (nella foto), presidente di Assofarm, sintetizza il significato ultimo della Giornata nazionale delle farmacie comunali celebrata a Pisa lo scorso 29 novembre.  Nell’editoriale pubblicato sull’ultimo numero del notiziario associativo, Gizzi prova a distillare il senso della manifestazione, nel corso della quale si sono succeduti una ventina di interventi ricchi di “spunti di alto rilievo”, uniti dal fil rouge  di una convinzione  comune, quella di puntare sull’identità sanitaria del farmacista come driver principale di sviluppo del settore.

Anche sul “come procedere” Gizzi afferma di avere registrato importanti condivisioni, come quelle di “rafforzare sistemi di rete tra le farmacie sociali, accettare la sfida dei servizi ora che è concretamente possibile dimostrare alle Regioni il potenziale di questa opzione, consolidare la territorialità della farmacia lottando per lo sviluppo della distribuzione per conto a favore dei pazienti cronici”.
“Ancora una volta, non ci troviamo di fronte a idee del tutto inedite” scrive Gizzi, che dall’incontro pisano ricava e registra però un elemento ancora più positivo, ovvero la “crescente vicinanza del mondo politico a queste nostre posizioni. Come a dire, esse sono sempre più patrimonio comune non solo dei diversi player della filiera, ma anche della controparte istituzionale, quale che siano i suoi colori partitici”.
Una lettura che Gizzi scrive di aver ricavato soprattutto dagli interventi del segretario della Commissione Affari Sociali alla Camera Marcello Gemmato  e  dell’assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana Stefania Saccardi.
Interventi che, secondo Gizzi (in particolare quello della Saccardi) potrebbero essere considerati  “un piccolo compendio di come vorremmo che Regioni e Stato considerassero le farmacie italiane”.
Qualcosa sta cambiando, insomma, nell’approccio delle istituzioni alla farmacia, ed è un fatto fondamentale, perchè (come ricordato a Pisa dal  segretario generare di Assofarm Francesco Schito),  se negli ultimi decenni tutti i grandi progetti di riforma della farmacia sono rimasti parole-mito,  è stato in larga parte dovuto “a una politica lontana nella volontà e nei fatti”. Ma oggi – conclude Gizzi, con un’implicita nota di maggiore fiducia – “quel mondo appare più attento e vicino”.

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