Integratori alimentari, FederSalus festa per i 20 anni di attività

Integratori alimentari, FederSalus festa per i 20 anni di attività

Roma, 6 dicembre – Vent’anni di attività che, passo dopo passo, hanno portato l’industria degli integratori alimentari tra le eccellenze del made in Italy.  Un compleanno importante, che FederSalus ha festeggiato con un evento esclusivo dal titolo “20 anni insieme. I traguardi raggiunti e le prospettive future” al Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo Da Vinci” di Milano.

L’appuntamento ha rappresentato l’occasione per ribadire la forza e la crescita del settore degi integratori alimentari, oggi riconosciuti non solo per il loro valore economico (il comparto nell’ultimo anno ha registrato un fatturato di oltre 3,5 miliardi di euro) ma anche sociale ed economico.

Nata nel 1999 grazie alla lungimiranza di 12 imprenditori, FederSalus oggi associa più di220 aziende ed è il riferimento obbligato dell’industria degli integratori alimentari, che impiega 20mila addetti e sviluppa 2,6 miliardi di fatturato industriale.

“Nel 1999 l’integratore non era ancora ben definito a livello regolatorio ed è difficile anche ricostruirne il valore di mercato” ricordaMarco Fiorani, presidente FederSalus (nella foto). “La crescita del mercato e di FederSalus sono andate di pari passo in questi vent’anni. Dietro questa dinamica ci sono due fasi importanti. Nei suoi primi dieci anni FederSalus ha rappresentato una bussola di orientamento per le aziende trovatesi ad operare in un ambiente in rapida evoluzione e in un contesto regolatorio ancora in fase di definizione. In questa fase, le imprese hanno fatto fronte comune per presentarsi in modo più strutturato e credibile ai decision maker politici e tecnici, contribuendo così alla riconoscibilità e alla sistematizzazione del settore”.

Questi anni della storia di FederSalus sono caratterizzati dall’aggregazione degli attori della filiera per condividere esperienze e fare sistema. Nell’ambito di un mercato giovane e con pochi punti di riferimento, FederSalus ha costruito una rappresentanza e relazioni significative con i profili tecnici delle istituzioni di riferimento del settore sia in Italia, in primis con il Ministero della Salute, che in Europa attraverso Ehpm, la Federazione di riferimento del settore a livello comunitario.

Interventi normativi fondamentali come la direttiva comunitaria 46 del 2004 e il Regolamento 1924/2006 (Regolamento “claims”) hanno visto FederSalus collaborare con le istituzioni per fornire evidenze scientifiche di supporto.

“Con la progressiva definizione del mercato e dell’ambiente regolatorio”  racconta ancora  Fiorani ripercorrendo il cammino di FederSalus “si consolida anche il ruolo dell’associazione, che lavora a una visione strategica del settore nell’area della salute anche attraverso specifici standards di qualità di processo e di prodotto”.

Nella seconda fase della sua attività, con la collaborazione di partner come Kpmg, FederSalus ha tracciato le sue strategie, dando vita al Centro studi di settore e all’Osservatorio annuale sugli integratori alimentari, che ha consentito di accreditare il comparto presso le istituzioni italiane ed estere e conseguire importanti e concreti risultati, come, tra gli altri, il sostegno finanziario e istituzionale all’internazionalizzazione delle aziende del settore da parte del ministero dello Sviluppo economico e di Ice-Agenzia.

Tra le altre iniziative di questa fase,  le Linee guida sulla comunicazione degli integratori alimentari, l’adesione all’Istituto di autodisciplina pubblicitaria (Iap), i position paper rivolti ai medici e ai farmacisti sul corretto uso dei prodotti, le Linea guida sulla qualità della produzione per regolamentare e costruire una corretta cultura dell’integratore presso operatori e consumatori.

Obiettivo di FederSalus oggi è il riconoscimento della specifica identità dell’integratore e del suo ruolo nella salute delle persone. Per questo sono necessarie regole coerenti con la natura e destinazione d’uso dei prodotti, condivise a livello europeo per favorire la libera circolazione nell’Unione e stimolare gli investimenti in ricerca e sviluppo e l’innovazione.

 

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