Contraccettivi, si avvicina la pillola da prendere soltanto una volta al mese

Contraccettivi, si avvicina la pillola da prendere soltanto una volta al mese

Roma, 9 dicembre – Gli “incidenti” correlati al mancato rispetto dell’assunzione quotidiana della pillola anticoncezionale (secondo alcune stime, circa il 9% delle donne che assumono la pillola contraccettiva rimane incinta, il più delle volte proprio per errori nell’assunzione del farmaco) potrebbero presto diventare un ricordo.

È infatti in fase di sviluppo una pillola anticoncezionale da prendere solo una volta al mese.  Il nuovo contraccettivo orale è progettato da un’équipe di ricercatori del Brigham and Women’s Hospital e Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston e lo studio è stato pubblicato su Science Translational Medicine. Il farmaco, per ora testato solo su animali, ha fornito risultati molto promettenti.

“La nostra capsula rappresenta un avanzamento decisivo verso la possibilità di dotare le donne di un contraccettivo da prendere solo una volta al mese” ha affermato l’italiano Giovanni Traverso, della Divisione di Gastroenterologia, epatologia ed endoscopia dell’Harvard Medical School di Boston, autore di riferimento dello  studio.

La pillola “mensile” consiste in una capsula di gelatina, all’interno della quale è stato inserita una stella a sei braccia riempita di farmaco contraccettivo (levonorgestrel). Quando la capsula raggiunge lo stomaco e la gelatina si scioglie,  le braccia si aprono, raggiungendo un diametro superiore a quello del piloro, la “valvola” che collega lo stomazo all’intestino:  in questo modo, la “pillola” è costretta a rimanere per più settimane nello stomaco, rilasciando gradualmente il farmaco.

“Per molti può essere difficile da credere, ma i nostri dati preclinici ci stanno incoraggiando a proseguire lungo questa direzione” ha dichiarato ancora Traverso, da anni impegnato nella ricerca di farmaci che possano migliorare l’aderenza alla terapia nei pazienti che assumono medicinali per lunghi periodi di tempo o, come nel caso di molte malattie croniche, per tutta la vita. “Abbiamo iniziato il nostro lavoro guardando a questo obiettivo. pensando ad esempio a come estendere la durata delle terapie con farmaci per la malaria, la tubercolosi e l’Hiv. Ma presto ci siamo resi conto del potenziale impatto di un contraccettivo simile. Siamo entusiasti di poter riferire i nostri progressi verso tale obiettivo”.

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