Speranza: “Serve più sanita sul territorio, vanno potenziati Mmg e farmacia dei servizi”

Speranza: “Serve più sanita sul territorio, vanno potenziati Mmg e farmacia dei servizi”

Roma, 9 dicembre – Per far fronte alle sfide di salute di un Paese che invecchia velocemente bisogna “puntare sulla capillarità dei servizi di salute sul territorio” e in particolare “sui 50 mila studi di medicina generale e sulle 19 mila farmacie presenti in Italia, che rappresentano un’opportunità straordinaria”.

Ad affermarlo il ministro della Salute Roberto Speranza (nella foto),  intervistato venerdì scorso da Serena Bortone nella trasmissione Agorà di Rai 3. Facendo riferimento al progressivo invecchiamento della popolazione e alla correlata crescita delle malattie croniche, che durano per tutta la vita, il titolare del dicastero  ha ribadito che per rispondere a queste sfide  bisogna cambiare rotta rispetto alla sanità che mette l’ospedale al centro del sistema. “Serve più un modello in cui è il territorio a dare risposte” ha affermato il ministro.

Concetto che Speranza ha subito chiarito: “Dobbiamo rafforzare la farmacia dei servizi, ovvero la farmacia che non è più solo il luogo dove acquisti un medicinale ma anche dove vengono forniti una serie di servizi per la salute”. Allo stesso modo, ha concluso il ministro, “dobbiamo rafforzare gli studi dei medici di medicina generale: per farlo stanziamo in questa legge di bilancio 235 milioni per comprare attrezzatura di diagnostica di primo livello, che consentiranno di diminuire gli accessi impropri al pronto soccorso e le liste d’attesa”.

Dichiarazioni che hanno subito incontrato l’apprezzamento del presidente della Fofi Andrea Mandelli, per il quale le parole del ministro sono “un dato importante che fa ben sperare sull’attenzione del Governo verso il settore della farmacia”.
Mandelli ha ricordato che grazie all’accordo tra Governo e Regioni dello scorso 17 ottobre, con l’approvazione  Linee d’indirizzo per la sperimentazione della Farmacia dei servizi“sarà finalmente possibile dimostrare quanto il farmacista di comunità, collaborando con gli altri professionisti possa contribuire al potenziamento dell’assistenza territoriale, in particolare per i pazienti cronici e quelli più fragili, in tema di accesso alle prestazioni del Ssn, presa in carico dei pazienti cronici e prevenzione”.

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