Bpco, 3,5 milioni i colpiti in Italia, Gimbe: Linee guida per puntare su prevenzione e aderenza

Bpco, 3,5 milioni i colpiti in Italia, Gimbe: Linee guida per puntare su prevenzione e aderenza

Roma, 10 dicembre – Sono oltre tre milioni e mezzo gli italiani che soffrono di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), e risultano in continuo aumento, con conseguenze nefaste in termini sanitari, sociali ed economici. Le giornate di ricovero dovute alla malattia sono infatti più di un milione all’anno e l’impatto per le casse già non floridissime del Ssn è davvero rilevante, sia per la durata di malattia, sia per il notevole impiego di risorse nelle fasi di riacutizzazione, gestite per lo più con ricoveri ospedalieri. Il Programma nazionale esiti (Pne) riporta per il 2017 un tasso grezzo di ospedalizzazione per Bpco dell’1,94 per mille, per un totale di 109.674 ricoveri ordinari e 3.394 in day hospital che, in base ai dati sulla degenza media del Rapporto annuale 2017 sull’attività di ricovero ospedaliero del Ministero della Salute, corrispondono appunto a oltre un milione di giornate di degenza ospedaliera. Il Pne documenta inoltre che i pazienti con Bpco riacutizzata hanno un tasso di mortalità a 30 giorni del 9,8% e del 13,45% di riammissioni ospedaliere a 30 giorni, per un totale di 73.222 ricoveri.
Sulla patologia, che ha i suoi principali fattori di rischionel fumo di tabacco, nell’esposizione a fumi, polveri o irritanti chimici da inquinamento atmosferico, domestico e lavorativo e, in misura minore, nelle infezioni respiratorie croniche, proprio in considerazione della sua rilevanza  sanitaria ed econmica  ha voluto accendere acceso un riflettore la Fondazione Gimbe, evidenziando alcuni dati Istat:  in Italia la Bpco colpisce il 5,6% degli adulti (circa 3,5 milioni di persone) ed è responsabile del 55% dei decessi per malattie respiratorie. Ma con ogni probabilità la prevalenza della malattia è più elevata, perché viene spesso diagnosticata solo nelle fasi avanzate, spesso in occasione del ricovero ospedaliero per riacutizzazione, mentre le forme iniziali e lievi non vengono diagnosticate.

“A fronte dei dati nazionali” afferma Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe (nella foto) “il Pne documenta notevoli differenze inter- ed intra-regionali relative a tassi di ospedalizzazione, riammissioni ospedaliere a 30 giorni e mortalità ospedaliera. Questo conferma indirettamente l’estrema variabilità della qualità dell’assistenza sia ospedaliera che territoriale“.

Ecco perché, spiega Gimbe,  è indispensabile un approccio multidisciplinare condiviso tra assistenza specialistica e cure primarie, oltre a reti clinico-assistenziali integrate tra ospedale e territorio guidate da percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali (Pdta) che devono sempre essere basati su linee guida di elevata qualità metodologica.

Per tutte queste ragioni, la Fondazione Gimbe ha ritenuto utile e opportuno realizzare la sintesi in lingua italiana delle linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (Nice), aggiornate al luglio 2019, che saranno inserite nella sezione “Buone Pratiche” del Sistema nazionale linee guida, gestito dall’Istituto superiore di sanità. Le linee guida Nice, destinate prevalentemente ai professionisti delle cure primarie, in particolare a medici di medicina generale e infermieri, formulano raccomandazioni su vari aspetti della gestione della malattia: dalla diagnosi all’educazione e self management del paziente; dalla terapia inalatoria alla profilassi antibiotica; dall’ossigenoterapia ai criteri per la riduzione chirurgica del volume polmonare.

Cinque i “pilastri” del trattamento della Bpco identificati dalla linea guida Nice, da considerare a ogni visita di controllo e offrire a tutti i pazienti, ove necessario: prescrivere un trattamento e fornire supporto per smettere di fumare; condividere un piano personalizzato di self management;e effettuare le vaccinazioni anti-pneumococcica e antinfluenzale; prescrivere la riabilitazione polmonare, se indicata, e infine ottimizzare la terapia delle comorbidità.

“Sono fondamentali le raccomandazioni sul coinvolgimento del paziente”  puntualizza il presidente Gimbe “che prevedono sia di fornire un set standardizzato di informazioni scritte, sia di predisporre un piano di azione per prevenire e gestire le riesacerbazioni“. Le evidenze scientifiche dimostrano infatti che, grazie a questi strumenti, i programmi di self management migliorano la qualità della vita e riducono le ospedalizzazioni.

“Auspichiamo che la versione italiana di questa linea guida del Nice”  conclude Cartabellotta “rappresenti un’autorevole base scientifica sia per la costruzione dei Pdta regionali e locali, sia per l’aggiornamento dei professionisti sanitari, oltre che per una corretta informazione di pazienti, familiari e caregiver“.

Le Linee guida per la diagnosi e la terapia della broncopneumopatia cronica ostruttiva negli adulti sono disponibili a  questo link.

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