Spesa farmaci 1- Monitoraggio Aifa, diretta fuori controllo, tetto sfondato di più di 2 mld

Spesa farmaci 1- Monitoraggio Aifa, diretta fuori controllo, tetto sfondato di più di 2 mld

Roma, 10 dicembre – Il monitoraggio della spesa farmaceutica, affidato dalla normativa vigente all’Aifa, è un presupposto essenziale delle attività di programmazione dell’assistenza farmaceutica in Italia, che l’agenzia regolatoria nazionale effettua  mensilmente, sulla base dei dati di spesa convenzionata e delle distinte contabili riepilogative (Dcr) acquisite dalle Regioni, nonché dei dati acquisiti dal nuovo Sistema informativo nazionale (Sis) del ministero della Salute, relativi alla tracciabilità del farmaco (Dm 15 luglio 2004), per poi comunicare le relative risultanze al ministero della Salute e al MEF.

Al 31 maggio, al 30 ottobre e al 31 dicembre di ogni anno Aifa  l’eventuale superamento a livello nazionale dei  tetti di spesa, sia della spesa farmaceutica convenzionata (7,96% del fabbisogno sanitario nazionale) sia per acquisti diretti (6,69% + 0,2% del fabbisogno sanitario nazionale).

L’Agenzia ha reso disponibile ieri sul suo sito il documento relativo al monitoraggio mensile della spesa farmaceutica nazionale e regionale per il periodo gennaio – luglio 2019.

Dai dati emerge la conferma del decremento della spesa farmaceutica convenzionata netta a carico del Ssn nel periodo gennaio-luglio 2019, calcolata al netto degli sconti, della compartecipazione totale (ticket regionali e compartecipazione al prezzo di riferimento) e del pay-back (1,83%) versato alle Regioni dalle aziende farmaceutiche. Le cifre della verifica del rispetto del tetto di spesa programmato  del 7,96% sono eloquenti: l’asticella si è fermata a 4.922,33 milioni di euro (contro i 5.285,62 del tetto), con uno scostamento assoluto di  -363,28  e un’incidenza del 7,41%, inferiore di oltre mezzo punto percentuale a quella programmata.  I consumi, espressi in numero di ricette (343,9 milioni di ricette), mostrano una situazione stabile (0,0%) rispetto al 2018; anche l’incidenza del ticket non presenta variazioni (-0,3 milioni di euro). Parallelamente si osserva un incremento dello +1,4% (+186,6 milioni) delle dosi giornaliere dispensate.

Soltanto sei Regioni ha superato il tetto del 7,96%: si tratta di Campania (8,30%), Puglia (8,24%), Lombardia (8,19%), Calabria (8,19%), Abruzzo (8,17%) e Lazio (8,08%). Per contro, le Regioni che spendono meno in farmacia sono  Toscana (6,48%), provincia autonoma di Trento (6,46%) Valle d’Aosta (6,39%), Veneto  (6,13%), Emilia Romagna (5,81%) e provincia autonomo di Bolzano (5,15%).

Per quanto riguarda la spesa farmaceutica per acquisti diretti (al netto dei gas medicinali), il cui tetto programmato è fissato a 6,69%, al netto dei pay-back vigenti e dei fondi per gli innovativi non oncologici e innovativi oncologici, la voce ha evidenziato un’incidenza del 9,87%, con un sfondamento superiore ai tre punti percentuali, attestandosi a 6.657 milioni di euro (contro i 4.442 previsti dal tetto), con un disavanzo-monstre rispetto alla spesa programmata di +2.115  milioni di euro, di cui 50 si riferiscono alla spesa per farmaci innovativi oncologici e non oncologici non coperta dai rispettivi fondi. Dati che rendono del tutto evidente che la spesa diretta continua a rimanere del tutto fuori controllo, senza che (almeno finora) spesa quindi sempre fuori controllo con le azioni per risparmiare che latitano e su cui certamente sia il Governo che il nuovo board di Aifa saranno chiamati a intervenire

Tutte le Regioni, nessuna esclusa, hanno superato il tetto programmato della spesa farmaceutica per acquisti diretti, sfondando in due casi la soglia del 12% (Sardegna e Basilicata, con 12,14% e 12,03%) o sfiorandolo (Umbria, 11,99% e Puglia, 11,97%).

La spesa totale (farmaceutica convenzionata più spesa per acquisti diretti) nel periodo gennaio-luglio 2019 ha inevitabilmente sfondato il tetto delle risorse complessive (14,85%) ad essa destinate, per esclusiva responsabilità, come si è visto, della spesa per acquisti diretti: tutte le Regioni (ad eccezione della Valle d’Aosta), hanno superato il limite prefissato di spesa farmaceutica, con punte rilevanti in Puglia (dove l’incidenza sul Fsn ha toccato il 20,21%), Basilicata (19,84% ), Sardegna (19,74% ), Abruzzo (19,72%), Umbria ( 19,49%), Calabria (19,48% ) e Campania ( 19,31%). Un problema sul quale intervenire è sempre più urgente, anche se l’impressione e che nè Governo né Aifa, in questo momento, sappiano bene come.

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