Lettera aperta di Mandelli: “Servizi, ultima possibilità per la farmacia italiana”

Lettera aperta di Mandelli: “Servizi, ultima possibilità per la farmacia italiana”

Roma, 11 dicembre – Far diventare patrimonio comune dell’intera categoria la visione del futuro della professione alla quale la Fofi guarda da anni, incentrata sulla farmacia dei servizi, con le farmacie di comunità parte integrante del Servizio sanitario, considerate e remunerate “per il contributo complessivo dei farmacisti alla tutela della salute”.

Questala ratio della lettera aperta che il presidente della Fofi Andrea Mandelli (nella foto) ha inviato due giorni fa a tutti i presidenti degli Ordini provinciali, con l’invito di trasmetterala a tutti gli iscritti e a diffonderla con tutti i mezzi a disposizione (circolare,newsletter, sito istituzionale o pagina Facebook).
Il presidente della Federazione professionale parte dal momento di “profonde trasformazioni” attraversato da farmacia e farmacisti,  “in gran parte determinate dal contesto in cui siamo chiamati ad operare”, dove  variabili demografiche, costi dell’innovazione scientifica e problemi di sostenibilità un modello di sanità con i costi sempre maggiori prodotti dal governo delle patologie croniche “determinano importanti ricadute sulla tenuta economica delle farmacie e producono una preoccupante erosione del nostro ruoli tradizionale di dispensazione”.
I cambiamenti, però, non producono solo criticà “ma aprono altresì nuove e importanti prospettive che possono vederci protagonisti dei processi di
cura, di presa in carico del paziente e di sentinelle della prevenzione sul territorio”, afferma Mandelli. Per il quale è necessario un processo di “complessa ‘riconversione culturale’ che è presupposto per ampliare il perimetro dei nostri compiti che devono potersi integrare alla fondamentale attività di dispensazione del farmaco con l’erogazione di servizi, prevalentemente cognitivi, necessari a rilanciare e sostenere il nostro Servizio sanitario nazionale”.
Il presidente della Fofi, al riguardo, richiama l’attenzione dei presdienti provinciali, “in modo diretto e informale,  sull’imminente avvio della
sperimentazione della ‘farmacia dei servizi’ prevista dalla Legge di Bilancio 2018 nelle 9 regioni a suo tempo individuate cui si andranno ad aggiungere le altre che decideranno di usufruire dei finanziamenti che la Conferenza Stato Regioni ha chiesto vengano messi a disposizione per dare attuazione al progetto su tutto il territorio nazionale”.
“Una svolta epocale”,  scrive Mandelli, “che coinvolgerà la comunità professionale, con il riconoscimento istituzionale di un ruolo sanitario rilevante per i Farmacisti e per la Farmacia italiana, da cui deriveranno anche importanti traguardi economici, intesi come remunerazione delle
prestazioni professionali rese al cittadino”.
“L’avvio della sperimentazione non chiude un percorso ma lo apre”  prosegue il presidente della federazione, “non è il traguardo ma il nastro di partenza davanti al quale dobbiamo presentarci pronti e motivati per l’avvio di un nuovo percorso professionale nel quale lo storico rapporto di fiducia che ci lega alle comunità di riferimento, la nostra competenza tecnico-scientifica, il rilancio delle sinergie interprofessionali a partire dai medici di medicina generale e la capillare distribuzione delle farmacie sul territorio rappresentano un prezioso patrimonio”.
“Questa è la sfida che ci attende!”, scrive ancora Mandelli, con il punto esclamativo a rafforzare l’affermazione e sottolineare che “non ci sono alternative per confermare l’utilità di un ruolo che deve evolvere per intercettare sempre meglio i bisogni del paziente e del cittadino sano ma potenzialmente a rischio”.
Una sfida che per il presidente della Fofi è però anche l’occasione (“tenacemente costruita dal 2006 a oggi”) per dimostrare che la farmacia italiana “è un presidio polifunzionale del territorio e che può contribuire alla cura del paziente, all’efficienza del Servizio sanitario e al buon governo della spesa pubblica”.
“Sono consapevole che non sarà un percorso semplice, si farà fatica!” aggiunge Mandelli, spendendo un altro esclamativo. “Innanzitutto perché non saranno ammesse scorciatoie: le linee di indirizzo prevedono una serie di passaggi obbligati, dai quali dipende la possibilità stessa di valutare i risultati della farmacia dei servizi in modo metodologicamente corretto, sia sul piano del miglioramento della salute dei pazienti presi in carico sia in termini di costo-efficacia delle prestazioni, tutte le prestazioni, che andremo a erogare.
“E vorrei essere chiaro: questa è l’ultima possibilità di sottrarre la farmacia italiana a un declino inevitabile di cui vediamo da tempo i segnali” scrive quindi Mandelli. “O ampliamo il nostro ruolo professionale aumentando il livello della percezione sociale, dimostrando di saper essere utili nei nuovi processi di tutela della salute e operando come il punto di ingresso al Servizio sanitario nazionale o saremo costretti ben presto a competere, con attori molto più attrezzati di noi, per mantenere una funzione puramente logistica nell’ambito della dispensazione di prodotti maturi. Se si fallisce questa prova non ci sarà possibilità di riportare l’innovazione farmacologica sul territorio, non sarà possibile spostare la competizione dal piano del prezzo a quello della professionalità e della competenza. Non ci sarà più spazio, in breve, per la farmacia impresa professionale e per il farmacista professionista della salute a tutti gli effetti”.
“Non possiamo permetterci errori, sottovalutazioni, scetticismi” è l’ammonimento conclusivo di Mandelli. “Non possiamo permetterci personalismi e divisioni perché il fallimento di uno può tradursi nella sconfitta di tutti“.

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