Agenas, Regioni perplesse su rimozione di Bevere, Icardi: “Pausa di riflessione”

Agenas, Regioni perplesse su rimozione di Bevere, Icardi: “Pausa di riflessione”

Roma, 12 dicembre – La decisione di Roberto Speranza di rimuovere Francesco Bevere dalla direzione generale di Agenas ha rappresentato un secchio di acqua gelata nelle relazioni tra il ministro e gli assessori alla Sanità delle  Regioni, che solo qualche mese fa avevano unanimente confermato la loro fiducia all’alto dirigente.  La contrarietà è forte e diffusa, anche se espressa  con toni per ora abbastanza contenuti, almeno nei toni.

La reazione “ufficiale” è arrivata  dal coordinatore della Commissione Salute delle Regioni, l’assessore alla  Sanità del Piemonte Luigi Icardi (nella foto), che alla fine della seduta  della Commissione tenutasi due giorni fa a Roma ha dichiarato ad AdnKronos che, per evitare di acuire i contrasti con il  responsabile del dicastero, “c’è l’impegno di  tutti gli assessori a una pausa di riflessione”, così da evitare reazioni a caldo che potrebbero mettere a rischio “il  necessario dialogo e l’auspicabile collaborazione con il ministro  della Salute”.

Lo stesso Icardi, peraltro, appena un giorno prima aveva commentato le voci dell’imminente rimozione di Bevere osservando che “ci sono decisioni che non dovrebbero prescindere da una condivisione tra Stato e Regioni: una di queste è senz’altro l’avvicendamento alla guida dell’Agenzia nazionale per servizi sanitari regionali, istituita proprio al fine di svolgere il ruolo di cerniera tra il ministero della Salute e le realtà regionali”.
Nell’occasione, Icardi aveva anche auspicato “un gesto di distensione da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza, nella consapevolezza che il tema non è certamente solo la rimozione del direttore di Agenas, per motivi che non comprendiamo, ma di evitare uno strappo tra le istituzioni che rappresentiamo e continuare a lavorare con quella leale collaborazione che ha sempre caratterizzato i rapporti tra Stato e Regioni”.
Auspicio, però, rimasto nche l’assessore regionale del Veneto alla Sanita’,
Sempre prima della “consegna del silenzio” di una settimana decisa due giorni fa, si erano espressi anche Manuela Lanzarin, assessore del Veneto, preoccupata per la “frenata nei rapporti e nella collaborazione tra ministero della Salute e Regioni in materia di sanità”,  e Ruggero Razza, assessore regionale siciliano, Ruggero Razza, che ha riconosciuto all’Agenas di aver assicurato alla Sicilia, sotto la gestione Bevere, sostegno e supporto nel segno della terzietà e del rispetto dei diversi ruoli, permettendo di conseguire risultati tangibili. “Siamo stati sostenuti da Agenas nella elaborazione della rete ospedaliera, stiamo lavorando alla rete oncologica ed a quella del territorio” ha detto Razza. “Abbiamo adottato una convenzione per proteggere il nostro sistema dal rischio corruzione e siamo impegnati nel disegnare, assieme allo Stato, un progetto di grandi reti nazionali per l’alta specialità. Nella posizione da noi assunta” ha concluso Razza con un esplicito endorsement a Bevere “non c’è altro che non sia la difesa di un difficile lavoro che è in corso”.
Perplesso anche l’assessore della Sanità della regione Sardegna, Mario Nieddu: “In un momento in cui Stato e Regioni dovrebbero lavorare per trovare la massima sintonia, in particolare nell’ambito delle delicate questioni che riguardano la sanità, riceviamo segnali preoccupanti da Roma”.

Sul tema centrale della questione, sempre prima della decisione di prendersi una settimana di riflessione, si era espresso anche Luca Coletto, oggi ssessore alla Sanità della Regione Umbria, per sottolineare, forte della sua lunga esperienza, che il “gli argomenti ed i temi rilevanti devono essere concordati con le Regioni, nel rispetto della loro autonomia.  Sono certo che il Ministro mi aiuterà a comprendere le ragioni di una scelta di cambio che trovo immotivata e a dissipare le mie perplessità. Se Speranza si ostinasse a non tener conto di quanto in questi giorni spiegato dalla maggioranza delle Regioni e comunicato dallo stesso al presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini” ha concluso Coletto “il segnale della sua indifferenza ai temi dell’autonomia, almeno a quella già prevista dal Titolo V, sarebbe un atto irrituale, grave e mai registrato in questi ultimi anni nei rapporti tra Stato e Regioni”.

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