Speranza: “Farmaci, ricetta elettronica all’85-90%, ora va estesa anche alla diretta”

Speranza: “Farmaci, ricetta elettronica all’85-90%, ora va estesa anche alla diretta”

Roma, 12 dicembre – “La diffusione della ricetta elettronica è giunta a un livello di copertura significativamente elevato per l’ambito farmaceutico, assestandosi attorno all’85-90%. Risulta invece inferiore il livello di copertura per le prescrizioni ambulatoriali”.

È uno dei dati riferiti ieri dal ministro della Salute, Roberto Speranza nel corso della sua  audizione davanti alla Commissione Semplificazione, nell’ambito dell’indagine conoscitiva in materia di semplificazione dell’accesso dei cittadini ai servizi erogati dal Ssn.

Speranza ha ricordato che “non tutte le prescrizioni che consentono l’accesso alle prestazioni del servizio sanitario nazionale oggi sono state trasferite su ricetta elettronica” e che “è attivo un gruppo di lavoro composto da rappresentanti del Mef, del ministero della Salute e delle Regioni per estendere alle prescrizioni che permangono in modalità cartacea la modalità della ricetta: queste prescrizioni – ha precisato il ministro – riguardano i piani terapeutici, i farmaci in distribuzione diretta, le prestazioni termali, le prescrizioni per l’assistenza integrativa e l’assistenza protesica”.

Il titolare ha voluto ricordare che “la ricetta elettronica ha in ogni caso permesso di assicurare la circolarità delle prescrizioni farmaceutiche in regime convenzionale sull’intero territorio nazionale. Un cittadino può, infatti, recarsi presso la farmacia di un’altra Regione e aver diritto all’erogazione dei farmaci”.  Dopo nove anni dall’entrata in vigore, ha quindi affermato Speranza, è tuttavia arrivato il momento di avviare un percorso (già partito) “per arrivare alla digitalizzazione del promemoria e rendere quindi la prescrizione totalmente digitale”.

La ricetta elettronica è partita ufficialmente in tutta Italia a marzo 2016. La classica ricetta rossa continua a essere utilizzata invece per alcune particolari categorie di farmaci, come stupefacenti, sostanze psicotrope, medicinali che vanno reperiti presso la farmacia ospedaliera.  Secondo il rapporto 2018 del MEF  Il monitoraggio della spesa sanitaria della Ragioneria generale dello Stato, un anno fa risultava “in fase di progressiva estensione nelle Regioni” la ricetta elettronica per le prestazioni di specialistica ambulatoriale. Mentre, nello stesso periodo di riferimento, sono state circa 1,6 miliardi le ricette farmaceutiche elettroniche prescritte a carico del Ssn.

Il processo di semplificazione per via digitale, ha affermato ancora Speranza, riguarderà anche altri ambiti: al ministero della Salute è infatti attivo un gruppo di lavoro che si sta occupando di dematerializzazione dei buoni destinati all’erogazione dei prodotti senza glutine per i malati di celiachia, “buoni che saranno spendibili ovunque in Italia, anche al di fuori della propria regione di residenza” ha detto il ministro. “Alcune esperienze regionali integrate, sia con le farmacie che con gli esercizi commerciali della distribuzione finale, hanno avuto riscontri positivi e saranno progressivamente estese a tutto il territorio nazionale”.
Inevitabile anche il riferimento al settore dei farmaci veterinari, anch’esso recentemente interessato dal processo di dematerializzazione delle prescrizioni cartacee. “In questo caso non si tratta di iniziative nate per il controllo della spesa sanitaria ma di interesse per la salute pubblica” ha detto al riguardo il titolare del ministero. “Il sistema della ricetta elettronica veterinaria, che comprende le fasi di prescrizione, erogazione, somministrazione e controllo, favorisce l’uso corretto dei medicinali veterinari e consente di rilevarne il consumo reale rafforzando la lotta all’antimicrobicoresistenza e rendendo più efficiente l’attività di farmacosorveglianza e di analisi del rischio sanitario”.

Speranza ha anche affrontato il nodo della riduzione dei tempi d’attesa, altro obiettivo fondamentale della semplificazione, facendo riferimento al  Piano nazionale delle liste d’attesa 2019-2021, in via di recepimento da parte delle Regioni. “Perché il sistema funzioni è necessario una gestione trasparente e la totale visibilità, da parte dei sistemi informativi aziendali e regionali, delle agende di prenotazione” ha affermato al riguardo il ministro. “Tutte le agende di prenotazione devono essere gestite dai sistemi Cup e devono essere suddivise per classi di priorità. Saranno effettuati diversi monitoraggi sul funzionamento dei piani regionali per una verifica sui tempi di attesa” e i dati rilevati, ha concluso Speranza “saranno pubblicati annualmente sul portale del ministero della Salute“.

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