Parafarmacie, l’appello di Fnpi: “Speranza, fa’ qualcosa di sinistra”

Parafarmacie, l’appello di Fnpi: “Speranza, fa’ qualcosa di sinistra”

Roma, 13 dicembre – L’emendamento alla Legge di bilancio che estende la sperimentazione della farmacia dei servizi a tutte le Regioni, prolungandola nel tempo, è sicuramente una buona notizia, perché è “la  dimostrazione di come la figura del farmacista sul territorio è importante e ancora sotto-sfruttata”  e di come il ministro Speranza veda nella farmacia, giustamente, “un importante alleato per implementare i servizi sanitari al cittadino”.
Ma – come si guarda ai farmacisti delle farmacie – bisognerebbe guardare anche a quelli delle parafarmacie “come a una risorsa”.

È quanto chiede una nota diffusa ieri dalla Federazione nazionale delle parafarmacie italiane, rivolgendosi direttamente al titolare della Salute Roberto Speranza, per ricordargli – senza con questo negare o anche solo mettere in dubbio l’importanza territoriale e sociale della farmacia italiana –  che ancora oggi “il sistema di accesso alla professione e/o di acquisizione di una farmacia non è meritocratico. Un presidio così importante come la farmacia ancora oggi viene ottenuto in molti casi in base al reddito e/o per ereditarietà”.

È proprio per questo, ricorda Fnpi a Speranza,  “che la nascita delle parafarmacie, con tutti i limiti connessi, è stata un momento di libertà professionale e rivalsa per moltissimi farmacisti italiani, che hanno visto in quella seppur minima liberalizzazione un modo per poter esprimere la propria professionalità, investendo sul proprio lavoro”.
“Le lenzuolate bersaniane sono state un tentativo di scalfire quello che era, nei fatti, un sistema anacronistico e fortemente punitivo per i tanti farmacisti che non vantavano capitali ingenti o genitori titolari” scrive ancora Fnpi, che si rivolge a Speranza nel suo duplice ruolo di ministro della Salute e di uomo politico di sinistra parafrasando l’indimenticata battuta di Nanni Moretti in Aprile: “Roberto, ti chiediamo di fare qualcosa di sinistra” scrive infatti la sigla delle parafarmacie. Qualcosa come “favorire la mobilità sociale, permettere ai giovani laureati di investire nella propria professione in Italia, piuttosto che costringerli a trasferirsi all’estero, liberalizzare settori che sono in mano da decenni ai soliti gruppi, valorizzare chi ha investito sul proprio lavoro”. Questo, chiude la nota, “è quello che chiediamo agli uomini di sinistra di questo governo”.

 

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