Roma, confronto su partecipate tra minisindaci e sindacati, per Farmacap spettro della vendita

Roma, confronto su partecipate tra minisindaci e sindacati, per Farmacap spettro della vendita

Roma, 13 dicembre – “Su Farmacap abbiamo sentito dire che con le farmacie ci si rimette e basta e infatti si parla di dismissioni. Avremmo voluto discutere di tutto questo con Raggi, ma non avendo avuto questa possibilità abbiamo proclamato lo sciopero. Dall’altra parte solo giochetti”.  Questa la dichiarazione resa da Alberto Civica, segretario generale della Uil di Roma, nel corso del vertice di qualche giorno fa in Campidoglio con i presidenti del I, II , III e VIII Municipio della Capitale,  Sabrina Alfonsi, Emanuele Gisci (che faceva le veci di Francesca Del Bello), Giovanni Caudo e Amedeo Ciaccheri, presenti anche il segretario generale cittadini della Cgil Michele Azzola e il rappresentante della Cisl Giampaolo Pavoni.

Scopo dell’incontro, fare il punto sulla situazione (e sul destino) delle aziende partecipate capitoline, cruciali per l’avvenire della città, come sottolineato dalla “minisindaca” del I municipio Alfonsi introducendo i lavori: “O sistemiamo le partecipate o la città non la riprendiamo”.

Dal confronto è scaturita la conferma della situazione di sempre maggiore difficoltà della Capitale: “Avevano detto che non avrebbero lavorato sulle cose straordinarie, come le Olimpiadi. Ma il risultato è che non funziona nemmeno l’ordinario, tanto meno i servizi. Così non c’è futuro per Roma”  ha detto ancora Alfonsi, proponendo di convocare una conferenza dei presidenti “al fine di trovare un rappresentante per l’Osservatorio parlamentare”.

L’obiettivo di minisindaci e sindacati confederali è quello di mettere mano alle aziende partecipate più importanti, quelle da cui dipende la qualità della vita in città (tra le quali viene annoverata anche  Farmacap). “Se non lo facciamo”  ha detto il segretario Cgil Azzola condanniamo Roma al declino, che poi è esattamente quanto sta avvenendo. Chiediamo da tempo un confronto su questo, ma non siamo mai riusciti a farlo”.

L’ultimo tavolo convocato dalla Sindaca lo scorso 22 novembre è infatti saltato: i sindacati confederali lo hanno abbandonato in segno di protesta, accusando il Campidoglio di non voler dialogare: all’ordine del giorno erano stati inseriti argomenti diversi da quelli – futuro delle partecipate, dei lavoratori e dei servizi alla città – per i quali era stato convocato il confronto. La sindaca Virginia Raggi, per contro, nell’occasione accusò i sindacati di aver  perso “una preziosa occasione di confronto utile ai lavoratori e ai cittadini a causa di vecchie logiche interne alle sigle sindacali”.

Per il presidente del III Municipio Caudo, in ogni caso, ora è urgente “sedersi a un tavolo tutti insieme per trovare qualche soluzione in questo scampolo di consiliatura. Qualcosa si può ancora fare, ma siamo arrivati allo stremo, perché nonostante i tentativi di aiuto e dialogo che vogliamo dare al Comune loro non rispondono”.

I problemi più urgenti da risolvere sono rifiuti, trasporti, mense scolastiche. “Non abbiamo prospettive sui rifiuti e c’è incertezza su Roma Tpl (la società consortile privata che gestisce il 20% del trasporto pubblico di superficie, NdR). Non capiamo quali sono gli investimenti che vuole fare il Comune” ha detto ancora Civica, fornendo aggiornamenti su Roma Metropolitane (“Non è vero che il personale sarà reinternalizzato” ha detto al riguardo il sindacalista”) e, appunto, su Farmacap, sul cui futuro incombe, a prestare fede ai rumors sempre più insistenti,  lo spauracchio della vendita.

La mobilitazione di cittadini e lavoratori potrebbe essere una delle strade per scuotere il Campidoglio. “Noi non veniamo ascoltati”  ha denunciato il minisindaco dell’VIII Municipio Ciaccheri. “Serve una spinta. Oppure dobbiamo noi mobilitare la città e organizzare una grande iniziativa”.

Intanto i problemi della città restano insoluti e continuano  a rappresentare una grande incognita, a partire dai rifiuti, dove ormai si assiste a una corsa disperata contro il tempo e contro la resistenza dei territori per scongiurare l’ennesima grande crisi e il commissariamento. Ma ciò che più rileva per  i lettori del nostro giornale sono ovviamente le sorti di Farmacap. Sulle quali, purtroppo, nessuno (in Campidoglio ma anche altrove) è in grado al  momento di fornire notizie rassicuranti.

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