Cina, paura per una polmonite virale dalle cause ancora ignote

Cina, paura per una polmonite virale dalle cause ancora ignote

Roma, 7 gennaio – Cinquantanove persone in Cina sono state infettate da una polmonite virale le cui cause sono ignote. La malattia si è sviluppata a Wuhan, citta di undici milioni di abitanti a circa quattro ore da Hong Kong. Le autorità locali escludono che possa trattarsi di casi di influenza aviaria, adenovirus, Sars e Mers e hanno avviato un’indagine sulla diffusione della per ora misteriosa infezione virale.

L’allerta ha indotto gli aeroporti di Singapore e Hong Kong a introdurre un protocollo apposito per i viaggiatori provenienti dalla città cinese interessata.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) “sta monitorando attentamente la situazione nella città cinese di Wuhan ed è in stretto contatto con le controparti in Cina” rende noto via twitter l’ufficio Western Pacific dell’agenzia sanitaria delle nazioni unite, annunciando anche di aver attivato il sistema per la gestione degli incidenti e dicendosi prontoa a “lanciare una risposta più ampia, se sarà necessario”.

Le autorità cinesi, spiega l’Oms-Western Pacific, “hanno comunicato all’Organizzazione mondiale della sanità un focolaio di casi di polmonite a Wuhan, nella provincia di Hubei”. Le autorità governative, inoltre, hanno incontrato i responsabili Oms nel Paese aggiornandoli circa la situazione in atto. Il governo cinese ha avviato azioni, comunica ancora l’Oms, “per verificare i fatti e sono in corso le indagini per risalire alle cause” del focolaio. La Cina, si legge ancora nel tweet dell’Oms, “ha ampie capacità di risposta ad eventi di salute pubblica e sta rispondendo in modo proattivo e rapido agli attuali eventi di Wuhan, isolando i pazienti, rintracciando i contatti stretti, bonificando i mercati e ricercando le cause ed eventuali ulteriori casi”.

“Al momento le indagini preliminari non hanno mostrato prove chiare di trasmissione tra esseri umani e nessuna infezione tra lo staff medico” spiegano le autorità di Wuhan, secondo le quali un certo numero delle persone infettate dal virus misterioso hanno lavorato nello stesso mercato del pesce della città, che è stato disinfettato.

Gli epidemiologi di tutto il mondo sono preoccupati e attendono notizie più precise su quello che potrebbe essere un nuovo virus. Il mercato da dove potrebbe essere partita l’epidemia non vende solo pesce ma anche frutti di mare e selvaggina, il che fa supporre che si tratti di un virus che viene trasmetto da animale a uomo. Tra i casi segnalati anche quello di un giovane che ha lavorato al mercato e sua madre, entrambi contagiati. Questo non implica una trasmissione diretta uomo-uomo perché si sa che la madre andava spesso a trovare il figlio al banco del mercato e potrebbero essere stati entrambi esposti al virus, ma è chiaro che è un elemento che desta preoccupazione.

L‘epidemia ha spinto prima le autorità di Singapore e Hong Kong , poi anche di Macao, della Malesia e di Taiwan a svolgere accurate ispezioni sanitarie sui passeggeri in arrivo da Wuhan nei vari aeroporti dell’Asia orientale.

 

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