Studio UK, tracciabilità farmaci compromessa da carenze degli operatori nella registrazione

Studio UK, tracciabilità farmaci compromessa da carenze degli operatori nella registrazione

Roma, 9 gennaio – Medici, farmacisti e infermieri ospedalieri britannici hanno registrato i numeri di lotto di medicinali biologici solamente tra il 38% e il 58% delle volte durante la pratica ospedaliera di routine.

Lo rivela, secondo quanto riferisce un articolo della testata di settore PharmaTimes rilanciato in Italia da Adn Kronos,  una nuova ricerca della Drug Safety Research Unit (Dsru) del Regno Unito, che ha analizzato anche le segnalazioni spontanee di reazioni avverse da farmaci, mostrando che solo nel 38% dei casi sono inclusi i marchi dei prodotti che hanno dato problemi, mentre la tracciabilità del numero di lotto era stato indicato nel 15% dei casi.
La legislazione europea sulla farmacovigilanza del 2012 – evidenzia PharmaTimes – stabilisce che gli operatori sanitari dovrebbero registrare il nome esatto e il numero di lotto di ogni farmaco usato per favorire la tracciabilità, contribuire a ridurre gli errori terapeutici e migliorare anche la gestione dell’inventario.
A seguito dei risultati dello studio, la Dsru sta incoraggiando gli operatori sanitari a migliorare le abitudini nella registrazione.

Stiamo andando verso una maggiore prescrizione elettronica”  sottolinea Saad Shakir, direttore dell’unità di ricerca “e questo dovrebbe aiutare a ridurre il problema, perché i numeri di lotto e le marche possono essere più facilmente individuati. Ma nel frattempo, è fondamentale educare e informare gli operatori sanitari in modo che comprendano perché questo compito, apparentemente limitato, è così importante“.

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