Consulta professioni, il testo del decreto istitutivo

Consulta professioni, il testo del decreto istitutivo

Roma, 13 gennaio –  “Un organismo operativo e propositivo che faciliti il dialogo tra le professioni, avvicini le stesse ai decisori istituzionali e collabori al miglioramento della qualità dell’assistenza dei cittadini”. Questa la natura della Consulta delle professioni sanitarie così come istituita dal decreto firmato lo scorso 7 febbraio dal ministro della Salute Roberto Speranza (nella foto).

La Consulta, che negli auspici dovrebbe essere luogo e strumento di consultazione prevalente dove, oltre a lanciare e discutere proposte per migliorare la sanità, possano trovare composizione i diversi punti di vista – che non di rado si trasformano in veri e propri conflitti – tra i principali protagonisti del sistema sanitario italiano, ovvero l’esercito di professionisti che assicurano il complesso di prestazioni del Ssn. A presiederla è lo stesso ministro della Salute (o un suo delegato), mentre a comporla sono i presidenti delle federazioni professionali dei medici (Fnomceo), veterinari (Fnovi), farmacisti (Fofi), infermieri (Fnopoi), ostetriche (Fnopo), tecnici sanitari radiologia, professioni sanitarie tecniche e riabilitazione e prevenzione (Tsrm-Pstrp), biologi (Onb), chimici e Fisici (Fncf), psicologi (Cnop) e assistenti sociali (Cnoas).

La Consulta, recita il testo del provvedimento,  anticipato da quotidianosanita.it,  “interagisce con le istituzioni nel rispetto di ciascun codice deontologico e nelle materie di rispettiva competenza. In particolare: a) opera nell’ottica dell’integrazione e dell’interdipendenza dei diversi profili e delle peculiari competenze professionali che concorrono all’organizzazione dei servizi assistenziali da garantire ai cittadini in maniera uniforme e omogenea sul territorio nazionale; b) collabora con le Istituzioni al fine della corretta applicazione delle norme di legge e regolamenti vigenti, nel rispetto di tutti i profili professionali; c) propone studi e ricerche concernenti l’attività delle diverse categorie professionali senza sovrapposizione tra le stesse; d) formula proposte in materia di formazione dei professionisti sanitari, in relazione alle rispettive competenze e funzioni”.

 

Il testo del decreto istitutivo della Consulta delle professioni

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