Detrazioni e pagamenti tracciabili, chiarimenti di Federfarma su deroga farmaci

Detrazioni e pagamenti tracciabili, chiarimenti di Federfarma su deroga farmaci

Roma, 14 gennaio – Federfarma è intervenuta con una circolare informativa per fare chiarezza sulle nuove regole, in vigore dal 1° gennaio 2020, relative al diritti dei cittadini di fruire delle detrazioni di imposta, che ai sensi dell’art.1, comma 679, della Legge di bilancio 2020 saranno possibili soltanto se i relativi oneri saranno sostenuti con modalità di pagamento tracciabili. Un’eccezione estremamente importante, evidenzia il sindacato delle farmacie,  è però rappresentata proprio dagli acquisti di medicinali (inclusa la quota corrisposta per i ticket) e di dispositivi medici, che potranno continuare a essere detratti anche se acquistati in contanti, secondo quanto disposto dal successivo comma 680 dello stesso provvedimento.
Nella sua circolare, Federfarma comunica che i cittadini, ai fini della detraibilità in sede di dichiarazione dei redditi dei relativi oneri, potranno dunque continuare a pagare in contanti in farmacia le spese sostenute per i ticket (TK), per i farmaci (FM) e per l’acquisto di dispositivi medici (AD). Per quanto riguarda l’acquisto dei farmaci veterinari sono invece ancora in corso approfondimenti, a seguito di incertezze sorte dopo la diffusione sui mass media di notizie secondo le quali gli acquisti di farmaci per uso veterinario, per essere detraibili, devono essere eseguiti in modalità tracciabile.

Federfarma, al riguardo, ha subito chiesto chiarimenti ai ministeri competenti, ritenendo che anche le spese sostenute per l’acquisto dei farmaci per uso veterinario, “sia che vengano dispensati nelle farmacie sulla base di ricette predisposte dal veterinario, sia che vengano consegnati dal veterinario stesso (…), possono legittimamente rientrare nella deroga”  prevista per i farmacia dal già citato comma 680. Secondo il sindacato dei titolari, infatti, “il tenore letterale della norma, fa riferimento ai ‘medicinali’, senza operare alcuna distinzione tra quelli per uso umano o veterinario“, Anche i farmaci per gli animali, dunque, debbono godere della disposizione derogatoria del comma 680.
La nota di Federfarma segnala anche la novità introdotta recentemente nel tracciato di trasmissione dei dati delle spese sanitarie al Sistema TS ai fini della predisposizione della dichiarazione precompilata, che è stato modificato e prevede, dal 1° gennaio 2020, un nuovo elemento  contenente l’indicazione dei valori: • “SI”: utilizzo di modalità di pagamento tracciato; • “NO”: pagamento in contanti.
Tutte le altre spese per oneri per i quali è consentita la detrazione dall’imposta nella misura del 19%, ai sensi dell’art. 15 del Testo unico delle imposte sui redditi, ricorda Federfarma, dovranno essere sostenute dai cittadini che intendano fruire delle detrazioni d’imposta con modalità di pagamento tracciabili (versamenti bancari o postali, pagamenti tramite carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari). L’indicazione della tipologia di pagamento effettuato dovrà risultare sul documento commerciale rilasciato all’utente.

Al riguardo, Federfarma ricorda anche che “con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 182017, del 28 ottobre 2016, modificato dal Provvedimento del 18 aprile 2019, è stata disciplinata la definizione delle informazioni da trasmettere, delle regole tecniche, degli strumenti tecnologici e dei termini per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri”. Tali provvedimenti, nelle specifiche tecniche per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi, hanno delineato tra gli allegati anche il “Layout del documento commerciale” che – spiega Federfarma – “riepiloga, tra le voci che il documento deve contenere, anche il tipo di pagamento adottato (contante, elettronico), il ‘non riscosso‘, e il ‘resto‘, per garantire la necessaria e inderogabile uniformità e per tracciare in modo conforme, trasparente e completo, il dettaglio dell’operazione di incasso”.

“Una eventuale mancata specificazione di tali informazioni non risulta direttamente sanzionabile” scrive ancora Federfarma, “anche se, per limitare possibili contestazioni, si suggerisce di utilizzare sempre tale layout compilandone ogni voce. In proposito, si segnala, per completezza di informazione, che l’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 338 del 12 agosto 2019, si è occupata delle informazioni che devono essere memorizzate e trasmesse telematicamente, soffermandosi sulla compilazione del campo «resto», giungendo alle predette conclusioni, che possono, per analogia, applicarsi anche all’indicazione del tipo di pagamento adottato, sia esso in contanti o in elettronico, e di eventuali corrispettivi non riscossi, che sono anch’esse “voci” non previste come obbligatorie dal DM 7 dicembre 2016, ma indicate solamente all’interno del richiamato layout”.

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