Aifa, si avvicina la scelta del DG, riflettori accesi su Magrini dell’Oms

Aifa, si avvicina la scelta del DG, riflettori accesi su Magrini dell’Oms

Roma, 15 gennaio – Anche se la questione non risulta esplicitata nell’ordine del giorno della convocazione, la Conferenza Stato-Regioni dovrebbe occuparsi nella sua seduta di oggi (a Roma, alle 11) della nomina del direttore generale dell’Aifa. Potrebbe dunque essere molto prossimo a chiudersi il cerchio aperto dalla decisione del ministro della Salute Roberto Speranza di esercitare lo spoils system e procedere alla sostituzione del vertice operativo dell’agenzia regolatoria nazionale, affidato dalla ex ministra Giulia Grillo a Luca Li Bassi.

Il 24 ottobre dello scorso anno, a poche settimane dal suo insediamento al ministero, Speranza – ricalcando la stessa procedura utilizzata da Grillo – pubblicò infatti  l’avviso pubblico per manifestazione di interesse per l’incarico a DG dell’Aifa, rendendolo disponibile a far  data dal successivo 9 dicembre. Un atto che – oltre a rappresentare l’inequivocabile benservito a Li Bassi – invitava tutti i soggetti  “in possesso di diploma di laurea specialistica, con qualificata e documentata competenza ed esperienza sia sul piano tecnico-scientifico nel settore dei farmaci, sia in materia gestionale e manageriale, a presentare una manifestazione di interesse a ricoprire l’incarico di Direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco – Aifa”.

Secondo quanto riferisce un’anticipazione de Il Sole 24 Ore, sarebbero più di 60 le candidature pervenute e, tra queste, quella scelta dal ministero sarebbe quella di Nicola Magrini,  nome sul quale le Regioni dovranno formulare il loro parere, perlatro non vincolante. Ma è ragionevole ritenere che Speranza, dopo i diffusi e forti mal di pancia di molti presidenti di regione seguiti alla decisione di inizio dicembre 2019 di far decadere anche il direttore generale di Agenas, Francesco Bevere, terrà nel debito conto le loro eventuali osservazioni.
Magrini, medico con specializzazione in farmacologia clinica, interesse scientifico-professionale manifestato fin dalla sua tesi finale all’università di Bologna (dove si è laureato nel 1989 magna cum laude), dedicata all’impiego di database per classificare e valutare la prescrizione farmaceutica, ha un significativo cursus honorum, dove spiccano le esperienze di ricerca (nel campo della valutazione dell’uso clinico dei farmaci, della evidence-based medicine e delle linee-guida) e di insegnamento condotte agli inizi degli anni ’90 nello stesso ateneo felsineo, la successiva direzione dell’Unità di Farmacoepidemiologia della Asl di Modena e la lunga direzione dal 2000 al 2011  – dopo essere stato in buona sostanza l’artefice della sua costituzione –  del Nhs CeVeas di Modena, il dipartimento di valutazione dell’efficacia e dell’assistenza sanitaria.

Dal 2012 al 2014, Magrini ha quindi guidato l’Area Valutazione del Farmaco dell’Agenzia sanitaria e sociale della Regione Emilia Romagna, per poi entrare nei ranghi operativi dell’Oms, nell’aprile del 2014, con il prestigioso incarico di segretario del Dipartimento per i farmaci essenziali e i prodotti sanitari.

Oltre che a Bologna, ha  insegnato come professore a contratto anche nelle Università di Modena, Perugia e Milano,  ha tenuto numerosi corsi presso l’Istituto superiore di sanità ed è tra i fondatori del Centro Cochrane Italiano. Dal 2003 è membro dell’editorial board del British Medical Journal.
Un profilo  solido e forte, dunque, come peraltro richiesto dalla rilevanza dell’incarico e dall’assoluta necessità di rilanciare l’Aifa, organismo strategico per la sanità pubblica italiana, chiamato ad assicurare la governance di un settore, quello del farmaco,  che “macina” 30 miliardi l’anno, garantendo innovazione, accesso alle medicine e impiego sicuro e appropriato.
L’Agenzia, reduce da una stagione piuttosto opaca e controversa, anche in termini di gestione interna (come testimoniano le molte direzioni ancora vacanti e rette da facenti funzioni), ha assolutamente bisogno di un immediato rilancio che le restituisca piena operatività e le consenta di affrontare le molte e tutt’altro che facili sfide ancora sul tappeto, dalla definizione di quella nuova governance (di cui si parla ormai da anni ma che ancora non arriva) fino alla revisione del Prontuario terapeutico, dall’accesso alle terapie innovative alla loro sostenibilità per il Ssn.

 

 

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