Farmaci veterinari e Rev, incontro al ministero in vista del nuovo regolamento Ue

Farmaci veterinari e Rev, incontro al ministero in vista del nuovo regolamento Ue

Roma, 16 gennaio – Medici veterinari, rappresentanti della distribuzione, delle farmacie e delle parafarmacie ma anche esponenti del settore alimentare, della Coldiretti e del settore omeopatico tutti insieme appassionatamente, ieri al ministero della Salute, in un affollatissimo incontro per avviare il confronto sul nuovo regolamento europeo sui farmaci veterinari, che entrerà in vigore nel 2022 e cambierà inevitabilmente anche le regole nazionali.

Una seduta molto ampia, polifonica e inevitabilmente confusa, oltre che necessariamente interlocutoria, dunque, nel corso della quale le parti in causa si sono in buona sostanza limitate a esporre in termini abbastanza generali le proprie posizioni in vista dell’importante scadenza normativa comunitaria, convenendo di darsi un settimana  di tempo per definire con più precisione e rappresentare meglio le proprie istanze in ordine alle criticità individuate nel testo del nuovo regolamento europeo.

È in ogni caso emersa un’indicazione di metodo, sostanzialmente condivisa alla luce della rilevanza e della complessità del tema e della differenza di posizioni e punti di vista della variegata platea di stakeholders, ed è quella di istituire diversi e più specifici gruppi di lavoro. Già ieri, peraltro, sono emerse alcune prime indicazioni comuni, in particolare dall’asse distributori-farmacie e parafarmacie-medici veterinari, come quella di perseguire in sede europea (e ovviamente anche nella legislazione nazionale) una maggiore semplificazione in materia di prescrizione elettronica, con regole chiare e valide per tutti gli operatori interessati.

I rappresentanti della filiera distributiva, in particolare (al tavolo erano presenti i rappresentanti di Fofi, Federfarma e Farmacieunite e quelli di Adf, Federfarma Servizi e Assoram) hanno sottolineato ancora una volta come, dall’entrata in vigore della Rev (16 aprile 2019), il canale abbia registrato un significativo calo di mercato, plasticamente dimostrato dal gap tra le ricette emesse  e quelle che poi arrivano e sono effettivamente spedite in farmacia. Un fenomeno che il mondo della farmacia va denunciando da tempo e che è ben rappresentato dai dati relativi alla Rev desumibili dal Sistema informativo nazionale di farmacosorveglianza: dal 2015, anno di partenza in via sperimentale della ricetta veterinaria elettronica, fino a oggi, sono state emesse  più di  5,8 milioni di Rev, 5,6 milioni delle quali nel 2019, ma nello stesso arco di tempo ne sono state spedite soltanto 4,1 milioni. Mancano all’appello, insomma, più di 1,7 milioni di documenti, dato che solleva molti interrogativi soprattutto in termini di tracciabilità e quindi di sicurezza per la salute pubblica.

Ma è solo una delle molte questioni aperte che – questo l’auspicio – dovranno trovare risposta nel nuovo regolamento europeo, insieme a molte altre, come ad esempio quella dei farmaci veterinari su ricetta destinati non solo agli animali di compagnia ma anche a quelli da allevamento che vengono enduti senza sufficienti garanzie attraverso alcuni marketplace sul web.

Le sigle presenti ieri avranno tempo fino al 22 gennaio per mettere nero su bianco i temi e i problemi sui quali lavorare in futuro nei già richiamati, costituendi gruppi di lavoro, dove saranno discussi nel corso di un calendario di incontri ancora da fissare, per poi arrivare a indicazioni integrative e correttive del nuovo regolamento europeo che possano essere utili al ministero della Salute, utilizzando ogni ambito di intervento (come ad esempio i futuri atti delegati ed esecutivi della Ue), per perseguire un nuovo quadro giuridico del settore più rispondente alle necessità degli operatori e dei cittadini.

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