Consulta, Mandelli: “Dai farmacisti massima collaborazione per cambiare il Ssn”

Consulta, Mandelli: “Dai farmacisti massima collaborazione per cambiare il Ssn”

Roma, 17 gennaio – “L’istituzione della Consulta delle professioni sanitarie è un altro atto importante del ministro della Salute, on. Roberto Speranza, nella direzione di un reale cambiamento della sanità italiana anche per quanto riguarda lo stile di lavoro”. 

Questa la dichiarazione del presidente della Fofi Andrea Mandelli (nella foto) al termine della riunione di insediamento svoltasi ieri a Roma. “Il nuovo organismo ha due valenze fondamentali. La prima è il raccordo tra le visioni e le tematiche delle singole professioni, per rendere sempre più stretta e sinergica la collaborazione tra i diversi attori del processo di cura e quindi migliorare la capacità di tutta la rete assistenziale, in particolare sul territorio, di farsi carico del paziente. La seconda è la possibilità di contribuire  a una strategia condivisa per l’evoluzione del Ssn e del sistema salute nel suo complesso” ha spiegato il presidente della federazione dei farmacisti, che si è detto “profondamente convinto che la piena realizzazione del dettato dell’articolo 32 della Costituzione, la tutela della salute come diritto fondamentale del cittadino, passi necessariamente attraverso investimenti nell’innovazione tecnologica e farmacologica, nella digitalizzazione dei processi”.

“Un’azione che si traduce anche in una formidabile spinta alla crescita del paese nel suo complesso” ha concluso Mandelli. “I farmacisti italiani sono e vogliono essere parte di questo processo, portando il loro contributo nella massima collaborazione con i colleghi e il Ministero”.

Positivi, al termine della seduta inaugurale di ieri, anche i commenti delle altre professioni sanitarie, concordi nel ribadire l’importanza del nuovo organismo consultivo. Che per Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, dovrà guardare soprattutto a due obiettivi: “Il primo è la promozione della figura dei professionisti, che esercitano una fortissima funzione sociale: garantiscono i diritti, e lo fanno mettendo in campo i principi deontologici della responsabilità, libertà, autonomia e indipendenza”   ha affermato Anelli. “Il secondo è dare corpo allo spirito del manifesto  dei professionisti della salute per un nuovo Ssn  firmato un anno fa da tutte le professioni sanitarie e socio -sanitarie, che si concludeva con l’invito, rivolto al Governo, a porre al centro dell’agenda politica il tema della tutela e unitarietà del nostro Ssn, riducendo le disuguaglianze di salute. L’incontro di oggi ci dimostra che siamo, finalmente, sulla strada giusta”.

Barbara Mangiacavalli, presidente della Fnopi, la federazione professionale degli infermieri, sottolineando come l’istituzione della Conslta permanente delle professioni sia un’inequivocabile prova “dell’attenzione del ministro alla politica professionale”, ha anch’essa commentato favorevolmente la seduta di ieri,  “partita nel giusto verso di definire con chiarezza il ruolo degli ordini dopo la legge 3/2018 (regolamenti, mandati, ecc) e la necessità di lavorare su tre tracce fondamentali illustrate dal ministro, utili allo sviluppo del Servizio sanitario nazionale: rivedere i modelli di programmazione economica, il rapporto ospedale territorio e dare impulso alla sanità digitale”.

Mangiacavalli ha anche posto l’accento su un’altra questione rilevante, sulla quale le professioni potranno lavorare insieme in seno alla Consulta: “Si tratta della formazione, tema  trasversale  rispetto al quale Fnopi condivide e anzi sottolinea la necessità di massima integrazione, soprattutto per quanto riguarda la gestione e le opportunità rispetto alla sanità digitale e alle interconnessioni tra professioni in un quadro di reale multidisciplinarietà”.

 

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