Mnlf: “Test proporzionalità professioni, Fofi e Federfarma mantengano distanza di sicurezza”

Mnlf: “Test proporzionalità professioni, Fofi e Federfarma mantengano distanza di sicurezza”

Roma, 17 gennaio – Il Movimento nazionale dei liberi farmacisti e la Confederazione unitaria libere parafarmacie italiane tornano ad accendere un riflettore sulla direttiva Ue 2018/958 che dovrà essere recepita entro il 20 luglio dal Parlamento italiano. Il provvedimento prevede che, in occasione di nuove normative riguardanti le professioni o in caso di modifiche di quelle già approvate, gli Stati membri osservino l’obbligo di “analizzare in via preliminare la presenza di eventuali disposizioni legislative, regolamentari o amministrative che limitino l’accesso alle professioni regolamentate o il loro esercizio e valutarne la proporzionalità rispetto agli obiettivi – per esempio quelli di tutela dei cittadini -, per evitare che siano più restrittive di quanto necessario”.

Rispetto a questi impegni –  che tra l’altro investono una intera stagione di sentenze della Corte di Giustizia Ue – ci sarebbe qualcuno, secondo Mnlf e Culpi, che “sta muovendo le proprie truppe”: il riferimento è a Fofi e Federfarma che, si legge in un comunicato stampa diffuso oggi,  “all’unisono e senza remora alcuna perseguono la stessa politica di chiusura”.
Obiettivo delle due federazioni, secondo le sigle dei liberi farmacisti e delle libere parafarmacie, sarebbe quello di “fare leva sull’aspetto sanitario, che certamente è importante, ma che non può rappresentare ‘la foglia di fico’ per difendere interessi che nulla hanno a che fare proprio con quelli dei cittadini”.
Mnlf e Culpi avanzano alcuni interrogativi sul grado di restrizione delle regolamentazioni che nel nostro Paese impediscono ad esempio gli autotest diagnostici nelle parafarmacie, le prenotazioni al CUP delle visite specialistiche, i servizi di prevenzione dedicati ai cittadini al di fuori della farmacia. Sarebbero in grado, queste misure, di superare l’analisi preliminare di “proporzionalità restrittiva” prevista dalle norme Ue? Le due sigle esplicitano questo primo, cruciale interrogativo “spacchettandolo” in una serie di dmande più specifiche:  “Di quale tutela della salute si potrebbe argomentare” si chiedono Mnlf e Culpi “se tali servizi fossero svolti dagli stessi farmacisti fuori dalla farmacia? Quale sarebbe la motivazione utilizzata per impedire che sia svolto seriamente tale test nei confronti di una nuova legislazione che consentisse di vendere farmaci con obbligo di ricetta anche nelle parafarmacie, quando la tutela della salute è garantita da un professionista laureato e abilitato e il danno per le farmacie sarebbe di soli 50 euro di perdita economica? Quale volo pindarico potrebbe essere realizzato per limitare l’accesso alle facoltà di farmacia?”

La nota chiama quindi in causa il ministro della Salute, che in tutto ciò ha un ruolo chiave e che – scrivono Mnlf e Culpi – “deve essere svolto con imparzialità ed equità, qualità che appaiono offuscate da un crescente neocorporativismo che trova sempre più spazio nelle austere stanze del Ministero”.
il comunicato di liberi farmacisti e libere parafarmace si conclude con il consiglio all’attuale titolare del dicastro,  Roberto Speranza, di “guardare agli ideali che da sempre hanno ispirato l’azione diriforma della parte politica che rappresenta e di lasciar cadere nel vuoto le lusinghe trasversali di portatori d’interesse particolare lontano anni luce da quello dei cittadini”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi