Cina, cresce l’allarme per il nuovo coronavirus, l’Oms convoca comitato di emergenza

Cina, cresce l’allarme per il nuovo coronavirus, l’Oms convoca comitato di emergenza

Roma, 21 gennaio – Cresce l’allarme in Cina (e nel mondo) per il nuovo ‘misterioso’ coronavirus che sta purtroppo replicando l’incubo epidemico a suo tempo sollevato dalla Sars.  Un  team di esperti della National Health Commission cinese, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa  Xinhua, che cita il capo del panel di studiosi, Zhong Nanshan, ha confermato che il virus (indicato con la sigla indicato con la sigla 2019-nCoV) si trasmette da persona a persona,

Nel sud del Paese si sarebbero verificati due casi di trasmissione uomo-uomo del coronavirus, in particolare nella provincia del Guangdong. Il virus, come riferito dalla stampa nei giorni scorsi, provoca una malattia simile alla polmonite, con sintomi tra cui febbre e problemi respiratori.

Il focolaio, secondo le ultime notizie, si starebbe allargando: le autorità sanitarie del Paese asiatico hanno confermato nello scorso  weekend 136 nuovi casi, compresa una terza morte causata dal nuovo coronavirus, che da Wuhan – città dove ha avuto luogo il focolaio – si sta diffondendo anche in altre città. L’infezione è arrivata nella capitale Pechino, con due contagiati nel distretto meridionale di Daxing, e a Shenzhen vicino al confine con Hong Kong, con un caso segnalato. Tutte e tre i pazienti di Pechino e Shenzhen erano stati a Wuhan, dove si concentrano i tre decessi. Finora, secondo la Commissione sanitaria municipale della metropoli, 25 malati sono stati dimessi su un totale di 198 registrati da dicembre.

Anche la Corea del Sud, secondo quanto riferisce la Bbc,  ha segnalato ieri il primo caso confermato di infezione, dopo i due registrati nei giorni scorsi in Thailandia e uno in Giappone. Il Centers for Disease Control and Prevention coreano ha reso noto che il caso riguarda una donna cinese di 35 anni, che presentava febbre e problemi respiratori: anche lei aveva viaggiato a Wuhan, città primo focolaio del virus. La paziente è stata messa in isolamento e curata in un ospedale locale.

Notizie di stampa riferiscono anche di un turista britannico che potrebbe essere il primo occidentale a essere stato infettato dal nuovo coronavirus. Ash Shorley, 32 anni – riporta il Daily Mail – si trova in condizioni critiche in un ospedale di Phuket dopo essere stato colpito da un’infezione polmonare mentre visitava l’isola di Koh Phi Phi. Shorley è stato trasportato in ospedale con un idrovolante con un polmone collassato, cosa che ha reso impossibile un viaggio d’urgenza in alta quota. I medici hanno rivelato che i suoi sintomi sono coerenti con quelli scatenati dal coronavirus cinese, ma non c’è ancora una conferma ufficiale. L’uomo si trova in ospedale da quasi un mese.

L’agente patogeno ritenuto responsabile della malattia respiratoria appartiene alla stessa famiglia di Sars (Sindrome respiratoria acuta grave) e Mers (Middle East respiratory syndrome, sindrome respiratoria mediorientale). La National Health Commission cinese ha precisato nella giornata di ieri che gli scienziati non hanno ancora chiarito né la fonte del nuovo coronavirus né i meccanismi di trasmissione.

Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, intanto, ha convocato a Ginevra per domani, 22 gennaio, un comitato di emergenza sul nuovo coronavirus 2019-nCoV. Obiettivo, verificare se l’epidemia in corso in Cina costituisca un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale e quali raccomandazioni debbano essere emanate per gestirla.

Un lancio dell’Ansa ricorda che sono ben cinque, in 16 anni, i virus che hanno fatto il “salto di specie”, ossia che dagli animali che li ospitavano sono diventati capaci di trasmettersi da uomo a uomo. Di questi, tre appartengono alla famiglia dei coronavirus, la stessa cui appartiene il nuovo virus cinese 2019-nCoV.

 “Tre coronavirus in meno di 20 anni un forte campanello di allarme. Sono fenomeni legati anche a cambiamenti dell’ecosistema: se l’ambiente viene stravolto, il virus si trova di fronte a ospiti nuovi” ha detto all’agenzia la virologa Ilaria Capua (nella foto), che nell’Università della Florida dirige il Centro di eccellenza dedicato alla ‘One Health’, che unifica i temi della salute umana, animale e ambientale.

Risale al 2003 la mutazione del virus della Sars, che era stato trasmesso dai pipistrelli agli zibetti e poi all’uomo. Sei anni più tardi, nel 2009, era stata la volta del virus dell’influenza A H1N1 trasmesso dagli uccelli ai suini e da questi all’uomo: un vero e proprio collage con elementi di tre specie che ha generato il quarto virus pandemico dopo quello della Spagnola del 1918, quello dell’Asiatica del 1957 e quello della Hong Kong del 1968.
Nel 2012 era stata la volta della Mers, un altro coronavirus che dai pipistrelli si era trasmesso ai cammelli e poi all’uomo.
Nel 2014 ha acquisito la capacità di trasmettersi da uomo a uomo anche il virus responsabile della febbre emorragica di Ebola e adesso è comparso il nuovo virus 2019-nCoV che, come hanno reso le autorità sanitarie cinesi, dai pipistrelli sarebbe passato a un serbatoio animale ancora non chiaramente identificato e da lì sarebbe mutato in modo da adattarsi all’organismo umano.

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