Roma, partito ieri il Corso Ecm 2020, riflettori puntati sulla farmacia dei servizi

Roma, partito ieri il Corso Ecm 2020, riflettori puntati sulla farmacia dei servizi

Roma, 21 gennaio -Partenza brillante per la XV edizione del corso pluritematico di aggiornamento per farmacisti dell’Ordine dei Farmacisti di Roma, che ieri sera nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università “Sapienza” ha celebrato la sua lezione inaugurale davanti a circa 800 colleghe e colleghi.
Ad aprire il ciclo delle lezioni, che quest’anno hanno come fil rouge il tema della farmacia dei servizi, è stato il presidente dell’Ordine di Roma Emilio Croce (nella foto),  che dopo il saluto del Magnifico Rettore dell’Università Sapienza Eugenio Gaudio, ha illustrato il programma dell’evento formativo,  articolato in nove serate che si terranno da qui al 6 aprile.
È quindi seguito l’intervento di Alessio D’Amato, assessore regionale alla Sanità e Programmazione sanitaria, che si è soffermato sul provvedimento con il quale la Regione Lazio ha subito già recepito l’accordo Stato-Regioni sulle  linee guida della farmacia dei servizi, ricordando come la sperimentazione  riguarda i servizi cognitivi, i servizi di front office concentrati sul fascicolo sanitario, le analisi di prima istanza e i servizi di telemedicina e gli screening per il tumore al colon retto.
Giuseppe Ruocco, segretario generale del Ministero della Salute, ha poi portato il saluto del ministro della Salute Roberto Speranza, che nei primi mesi del suo mandato di governo ha già concretamente dimostrato grande attenzione e sensibilità al tema, recitando un ruolo determinante per ottenere ulteriori finanziamenti in occasione dell’ultima Legge di bilancio, che destina altri 50 milioni (dopo i 36 stanziati due anni fa per le prime nove Regioni) all’allargamento della sperimentazione della farmacia dei servizi anche nelle altre Regioni.
Andrea Urbani, direttore Generale della Programmazione sanitaria del ministero della Salute, ha trattato il tema considerandolo nella cornice più larga della revisione del nostro servizio sanitario pubblico: “Per assicurare una sostenibilità economica duratura della sanità italiana senza tradirne i principi fondanti” ha detto Urbani “è necessario un ripensamento in chiave moderna della governance del Ssn”, dove dovrà trovare troverà spazio anche la farmacia dei servizi, con una maggiore integrazione della rete delle farmacie di comunità nell’assistenza territoriale. Al tema della riforma del Ssn, peraltro, Urbani ha recentemente dedicato un libro, Il Servizio sanitario nazionale guarda al futuro – Verso nuovi e più evoluti schemi di governance (edizioni Egea), presentato lo scorso 10 gennaio in Senato.
Hanno concluso l’incontro Franco Falorni, docente di Economia aziendale all’Università di Pisa, e Paolo Leopardi, avvocato esperto in Diritto farmaceutico. Il primo ha  sottolineato come la farmacia dei servizi rappresenti per le farmacie e i farmacisti un’opportunità rilevante e finalmente concreta,  in quanto per la prima volta, ministero della Salute e Regione hanno investito risorse economiche su questo obiettivo, individuato e previsto a livello legislativo fin dall’ormai lontano 2009.  Falorni ha quindi concluso il suo intervento con l’auspicio che i nuovi servizi  possano trovare uno spazio in convenzione, diventando così di fatto un elemento strutturale del servizio farmaceutico.

Leopardi, pur condividendo il fatto che la propsettiva della farmacia dei servizi rappresenti un’importante opportunità per le farmacie e i farmacisti, ha evidenziato la criticità derivante dai tempi ristretti, imposti dalla Conferenza dei Servizi e dalla Regione Lazio, in merito alla formazione dei professionisti che saranno arruolati nella sperimentazione in corso di avviamento nelle Regioni,  formazione che – ha ricordato molto pragmaticamente l’avvocato romano – ancora deve cominciare.

Al riguardo, Leopardi ha anche voluto sottolineare che il ruolo degli Ordini professionali sarà incisivo e complesso: oltre a dover combattere con i tempi stringenti, sarà infatti necessario affrontare le difficoltà dovute all’istruzione della formazione su temi delicati, come quello inerente al trattamento dei dati sensibili e alla tenuta degli strumenti diagnostici.

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