Coronavirus, in Ue rischio contagio moderato, le raccomandazioni del ministero

Coronavirus, in Ue rischio contagio moderato, le raccomandazioni del ministero

Roma, 22 gennaio  – Mentre cresce l’allarme mondiale  il nuovo coronavirus identificato in Cina (contrassegnato con la sigla 2019-nCoV) a seguito della conferma da parte delle autorità sanitarie cinesi della sua trasmissibilità da uomo a uomo, il ministero della Salute del nostro Paese ha subito provveduto a diffondere in un’apposita pagina pubblicata sul sito istituzionale le prime informazioni e indicazioni per prevenire l’insorgenza di problemi.

In Cina, intanto, le autorità sanitarie hanno confermato ieri circa 300 casi di contagio, con quattro decessi ufficiali accertati. Qualche esperto internazionale teme però che si tratti di cifre sottostimate, alla luce di una recente proiezione effettuata dall’Imperial College di Londra, che stima almeno 1700 contagi nella regione di Wuhan, numero che aumenta esponenzialmente il rischio che ignari portatori del virus 2019-nCoV possano aver già viaggiato in altre località della Cina prima del varo delle misure profilattiche.

A offrire il punto della situazione, sulla base dei dati ufficiali, è sempre il nostro ministero della Salute: a ieri, 21 gennaio 2020, sono stati segnalati in totale 295 casi confermati di infezione da 2019-nCoV, inclusi 4 decessi: 291 dalla Cina di cui 270 da Wuhan, 14 a Guangdong, 5 a Pechino e 2 a Shanghai. E 4 casi in altri Paesi asiatici: 2 in Thailandia, uno in Giappone e uno in Corea del Sud. Tutti i casi fuori da Wuhan risultano comunque collegati a soggiorno in tale area o a contatti molto stretti con ammalati.

Il ministero informa che al momento sia l’Oms sia l’Ecdc (ilCentro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ritengono la probabilità di introduzione del virus nell’Unione europea moderata. In  Italia è comunque attiva una rete di sorveglianza sul virus 2019-nCoV, che monitora costantemente la situazione, e  in ogni caso, a partire da domani, giovedì 23 gennaio  (data in cui è previsto il prossimo volo diretto dalla città di Wuhan all’aeroporto di Roma Fiumicino), il ministero ha predisposto l’attivazione di un canale sanitario con controllo della temperatura attraverso scanner. È prevista anche la compilazione di una scheda che indichi destinazione e percorso dei passeggeri, una volta sbarcati.

Molto ricca la lista di avvisi e consigli predisposta dal ministero, a partire da quello di posticipare i viaggi in Cina non necessari. Se però ci si deve recare nel Paese asiatico, e in particolare nella città di Wuhan, provincia di Hubei, la raccomandazione è quella di vaccinarsi contro l’influenza stagionale almeno due settimane prima del viaggio. È raccomandato, inoltre, di evitare di visitare i mercati di prodotti alimentari freschi di origine animale e di animali vivi e di evitare il contatto con persone che hanno sintomi respiratori.

Il ministero ricorda che, essendo una malattia nuova, “ancora non esiste un vaccino. Possono essere necessari anche anni per sviluppare un nuovo vaccino”. Più in generale “non esiste un trattamento specifico per la malattia causata da un nuovo coronavirus. Il trattamento deve essere basato sui sintomi del paziente. La terapia di supporto può essere molto efficace”. Importante dunque proteggersi con semplici regole, come per si fa con molte malattie respiratorie.

Le raccomandazioni “comprendono il mantenimento dell’igiene delle mani (lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche) e delle vie respiratorie (starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso e lavare le mani), pratiche alimentari sicure (evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate) ed evitare il contatto ravvicinato, quando possibile, con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti”.

Per chi viaggia nelle zone a rischio “qualora una persona sviluppi sintomi respiratori (tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie) mentre si trova a Wuhan – si legge sul sito del ministero – dovrebbe rivolgersi immediatamente a un medico”. Mentre “qualora una persona di ritorno da un viaggio a Wuhan sviluppi sintomi respiratori nei 14 giorni successivi al rientro, dovrebbe immediatamente rivolgersi ad un medico e informarlo del viaggio”.

Gli operatori sanitari, in particolare, possono essere a rischio “perché entrano in contatto con i pazienti più spesso di quanto non faccia la popolazione generale. L’Oms raccomanda che gli operatori sanitari applichino coerentemente adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni in generale e delle infezioni respiratorie, in particolare”. Il ministero ricorda “che la probabilità di introduzione del virus nell’Ue è considerata bassa, anche se non può essere esclusa”.

Al momento “sono necessarie maggiori informazioni per comprendere meglio le modalità di trasmissione e le manifestazioni cliniche di questo nuovo virus. La fonte di questo nuovo virus non è ancora nota. Pertanto, sarebbe prudente ridurre il rischio generale di infezioni respiratorie acute durante i viaggi verso o dalle aree colpite (attualmente Wuhan City)”.

A chi ha soggiornato di recente a Wuhan il ministero ricorda che se “nelle due settimane successive al vostro ritorno si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie) a scopo precauzionale contattate il vostro medico di fiducia, riferendo del vostro recente viaggio”. Se invece si è soggiornato in un ospedale in cui è stata ricoverata una persona malata “il rischio di trasmissione esiste solo se si è stati in stretto e prolungato contatto con il paziente. I malati affetti da infezione da nuovo coronavirus, inoltre, vengono ricoverati in ambienti separati dagli altri degenti”.

In caso di sintomi riferiti a una malattia respiratoria, prima, durante o dopo il viaggio, “i viaggiatori devono rivolgersi a un medico e informarlo del loro viaggio. Attualmente l’Oms incoraggia tutti i paesi a rafforzare la sorveglianza delle infezioni respiratorie acute (Sari), a rivedere attentamente eventuali casi insoliti di Sari o di polmonite e a comunicare all’Oms qualsiasi caso sospetto o confermato di infezione da nuovo coronavirus”.

In Italia, si legge ancora sul sito del ministero della Salute, “è attiva una rete di sorveglianza delle gravi infezioni respiratorie acute (Saei) e delle sindromi da distress respiratorio acuto. La situazione è costantemente monitorata dal ministero, che è in continuo contatto con l’Oms e l’Ecdc, e pubblica tempestivamente ogni nuovo aggiornamento sul suo portale”.

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