Thu, 27 Feb 2020
Artena, affidamento temporaneo della farmacia comunale per superare l’emergenza

Artena, affidamento temporaneo della farmacia comunale per superare l’emergenza

Roma, 27 gennaio – Si profila una soluzione, perlomeno temporanea, per l’assistenza farmaceutica nel comune di Artena, il centro dell’hinterland romano rimasto privo di farmaci per la inpinata e improvvisa chiusura delle sue tre farmacie a seguito del fallimento della società Farmaca che ne aveva rilevato la proprietà (in due casi) e la gestione (nel caso della farmacia comunale).

Il tracollo di Farmaca, come riferito dal nostro giornale, aveva lasciato i 15 mila abitanti della città senza servizio farmaceutico, situazione che ha sollevato anche molti interrogativi e perplessità sui bug della legge n.124/17 che ha aperto la proprietà delle farmacie alle società di capitale, senza però prevedere meccanismi di tutela e giuste contrarie contro possibili degenerazioni come quella verificatasi ad Artena, in tutta evidenza lesiva del diritto dei cittadini a una piena tutela della  salute. Nella cittadina laziale, infatti, era appunto accaduto che un solo soggetto (Farmaca) fosse riuscito ad assicurarsi  proprietà e/o controllo di tutti gli esercizi farmaceutici aperti nel territorio comunale, assicurandosi così il monopolio assoluto del mercato, con buona pace dei più elementari principi del buon senso, prima e più ancora che delle norme antitrust contro gli eccessi di concentrazione sul mercato e i correlati rischi di abuso di posizione dominante.

Tra i comprensibili disagi e conseguenti mugugni degli artenesi, in particolare gli anziani, costretti a spostarsi a Valmontone, Lariano, Colleferro o Giulianello per acquistare i farmaci, e le non meno scontate polemiche sulle responsabilità per l’accaduto, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Felicetto Angelini (nella foto) si è subito attivata alla ricerca di una soluzione, puntando in particolare sulla immediata riapertura almeno della farmacia comunale.

Allo scopo, la giunta di Artena ha indetto a inizio gennaio una gara per l’affidamento della gestione dell’esercizio per sei mesi, iniziativa a molti apparsa del tutto velleitaria. La gara, seguita sul mercato elettronico della Pubblica amministrazione, ha invece dato esito positivo, nonostante il canone del 10% sul fatturato sembrasse a molti  troppo alto e tale comunque da scoraggiare. Invece, una società con sede legale a Campobasso, la Mrc srl, con già all’attivo la gestione di alcune farmacie comunali nelle province di Roma e Frosinone con concessioni ultradecennali, ha avanzato un’offerta che l’amministrazione, dopo averla esaminata, ha deciso di accogliere.

Con il via libera della giunta, il sindaca Angelini ha così prontamente firmato un’ordinanza per dare subito al nuovo assegnatario provvisorio i locali della farmacia comunale, così da iniziare il prima possibile l’attività. E sabato scorso, lo stesso sindaco, fascia tricolore in spalla, è entrato insieme agli agenti della polizia locale nei locali dell’ex farmacia comunale per requisirli e prenderne possesso. Insieme a una dipendente della Farmacie Artena sas, i dipendenti comunali hanno effettuato l’inventario dei farmaci e dei beni presenti. Il prossimo passo, che potrbbe avere luogo già oggi,  sarà la consegna del locale alla società Mrc per il riavvio dell’attività, che Angelini spera possa avvenire già il prossimo 1° febbraio: “Con l’ordinanza che ho firmato” ha dichiarato il sindaco al quotidiano locale La Nuova Tribuna “requisisco i locali, inventario tutto quello che c’è dentro e metto a disposizione quegli stessi locali e quella stessa sede al nuovo aggiudicatario affinché in una settimana, massimo dieci giorni, si riapra la farmacia comunale e si proceda alla distribuzione dei farmaci alla popolazione che da troppo tempo sta aspettando questo servizio essenziale”.

Angelini ha anche dichiarato la volontà di trasformare le altre farmacie private in dispensari farmaceutici. Ma per realizzare questo intento l’Amministrazione ha “scoperto” che “è necessaria una delibera di Giunta regionale che deve autorizzarli”.

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