Coronavirus 1 – Cresce l’allarme, Speranza: “Basilare il coordinamento con Regioni”

Coronavirus 1 – Cresce l’allarme, Speranza: “Basilare il coordinamento con Regioni”

Roma, 29 gennaio – Sale il numero delle vittime provocate dal virus 2019-nCoV partito da Wuhan, in Cina: dalle ultime cifre rese note ieri dalle autorità cinesi, sembra quasi che il  nuovo coronavirus abbia innestato una marcia superiore, con un raddoppio dei contagi nelle ultime 24 ore,  oltre 4.500 contro i  2.744 del giorno precedente,  costringendo le autorità di Pechino a chiudere scuole e università sine die. Alle 82 vittime registrate fino all’altro ieri si sono sommate le 24 annunciate ieri dalla Commissione sanitaria dell’Hubei, che portano il bilancio nella provincia centrale cinese (focolaio dell’epidemia) a quota 106.

La preoccupazione per la crescente diffusione del virus si estende ovviamente anche agli altri Paesi (alcuni dei quali già raggiunti dal 2019-nCoV), che stanno predisponendo i rimpatri dei connazionali dalla Cina (tra questi c’è anche l’Italia), ma con tempi e modi ancora poco chiari. È invece sempre più chiaro che dopo quasi un mese dall’inizio dell’epidemia, il Paese del Celeste Impero è sempre più isolato dal resto del mondo. Perché oltre alla quarantena già in atto per decine di milioni di persone, attorno all’epicentro di Wuhan, il governo ha consigliato a tutti i cittadini (anche gli stranieri) di evitare i viaggi all’estero, per garantire la loro “salute e sicurezza“.

Hong Kong ha bloccato i treni e i traghetti diretti verso la terraferma, e gli Stati Uniti stanno valutando restrizioni per i viaggi da e verso la Cina, mentre Londra ha sconsigliato “tutti i viaggi non necessari” nel Paese. Le persone infette sono ormai oltre 4.500 ed il tasso di diffusione – ogni malato può contagiarne altri 2,6 – ha livelli simili a quelli di altre importanti epidemie con la Sars e l’influenza del 2009, secondo stime di ricercatori britannici che collaborano con l’Oms. E bisogna ancora chiarire i casi degli infetti pur senza sintomi.

L’Oms, intanto, ha ammesso attraverso la sua portavoce Fadela Chaib il suo iniziale errore di valutazione, dichiarando che il rischio globale derivante dal coronavirus cinese è “elevato”, non “moderato” come aveva scritto negli ultimi rapporti. Nel più recente, l’agenzia sanitaria dell’Onu rileva un rischio “molto alto in Cina, alto a livello regionale e alto a livello globale”.

“La correzione dell’Oms potrebbe essere un preludio alla dichiarazione di ‘emergenza globale’ da parte della stessa Oms”  spiega all’Ansa il direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Iss, Gianni Rezza, non senza precisare che l’eventualità “è però anche una decisione politica nei confronti della Cina”.

L’Oms, comunque, apprezza le misure adottate dal governo cinese contro l’epidemia del nuovo coronavirus 2019-nCoV e confida nelle capacità del Paese di prevenire e contenere il contagio. Lo ha detto ieri il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, incontrando a Pechino il ministro degli Esteri Wang Yi. L’Oms, ha aggiunto, non raccomanda l’evacuazione dei cittadini di altri Paesi dalla Cina e invita la comunità internazionale a “mantenere la calma e a non reagire in maniera eccessiva”.

Nel nostro Paese, intanto, viene esclusa per gli italiani bloccati in Cina l’idea di un “trasferimento via terra, che implica quarantene piuttosto complesse”. Il nostro ministero degli Esteri  sta invece valutando “insieme anche con altri soggetti tra cui l’istituto Spallanzani, il ministero della Sanità e il centro interforze l’idea di un trasferimento aereo”, che comunque “sarà complesso”, come dichiarato ieri mattina sulla prima rete televisiva pubblica il capo dell’Unità di crisi Stefano Verrecchia. “Siamo sempre in contatto con i connazionali” ha detto il dirigente della Farnesia a Unomattina “che sono circa una settantina in buone condizioni di salute”.

Nelle procedure di rimpatrio sembrano un po’ più avanti i francesi, che prevedono già domani un primo rientro di cittadini francesi da Wuhan. “Un primo aereo di rimpatrio partirà domani da Parigi per rientrare probabilmente giovedì, con persone che non presentano sintomi” ha dichiarato ieri ai microfoni di CNews il segretario di Stato ai Trasporti, Jean-Baptiste Djebbari, aggiungendo che ci sarà successivamente un secondo volo, con date ancora da determinare, “con persone potenzialmente affette dal virus”.

Sempre in Francia, merita una segnalazione il dibattito avviato dalla testata professionale più diffusa tra i farmacisti d’Oltralpe, Le Quotidien du Pharmacien, che – a fronte del tam tam mediatico sul coronavirus, alimentato anche dalle comunicazioni quotidiane del ministero della Salute – prova a coinvolgere al comunità dei farmacisti in una discussione. Punto di partenza, la rassicurante affermazione della titolare de dicastero Agnès Buzyn, secondo la quale “la Francia è pronta per fare fronte all’epidemia”.  “E voi, nelle vostre farmacie, pensate di esserlo?” chiede il giornale ai suoi lettori. “Le misure prese dal governo bastano a rassicurare i vostri pazienti? Vi interrogano su questa patologia? Vi sentite sufficientemente sostenuti e informati per una buona presa in carico delle loro esigenze anche informative sulla nuova infezione?”. La parola è adesso ai farmacisti, professionisti sanitari di prima linea, e sarà certamente interessante leggere cosa hanno da dire al riguardo.

Confermato, intanto, il  primo caso di coronavirus 2019-nCoV in Germania, nello stato sudorientale della Bavaria. “Un uomo della zona di Starnberg è stato infettato dal nuovo virus” ha comunicato il ministero della Salute tedesco, precisando che il paziente “è stato posto sotto controllo medico e in isolamento“.

Tornando alle notizie italiane, continua nel nostro Paese il monitoraggio della situazione da parte della task force istituita dal ministero della Salute, che si riunisce quotidianamente e, al momento, non ha registrato elementi di particolare allarme o preoccupazione. Il ministro Roberto Speranza ha partecipato ieri alla riunione della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sulla gestione delle attività di prevenzione sul coronavirus (2019-nCoV). “È fondamentale su questa vicenda il massimo di coordinamento tra istituzioni” ha detto il ministro, che nel tardo pomeriggio ha poi ricevuto nella sede del suo ministero  l’ambasciatore cinese in Italia, Li Ruiyu.

 

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