Sileri: “Preservativi, favorire la pubblicità togliendo l’obbligo di autorizzazione”

Sileri: “Preservativi, favorire la pubblicità togliendo l’obbligo di autorizzazione”

Roma, 30 gennaio – La pubblicità dei profilattici, soggetta ad autorizzazione del ministero della salute, andrebbe favorita, per aumentare la consapevolezza del pubblico sull’utilità ed efficacia del loro impiego nella prevenzone di infezioni sessualmente trasmesse.

Questo il senso di quanto affermato ieri mattina dal viceministro della Salute Pierpaolo Sileri (nella foto) rispondendo in Commissione Affari sociali a due interrogazioni sul tema. ““La pubblicità dei profilattici Camera viene regolarmente autorizzata dal ministero della Salute e in tutti i messaggi pubblicitari approvati viene imposto di riportare la frase Conferiscono protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili. Leggere attentamente le avvertenze e le istruzioni d’uso ha ricordato Sileri. “La pubblicità del profilattico, al pari di tutti i dispositivi medici che non sono venduti su prescrizione medica, o impiegati con l’assistenza di personale sanitario, possono essere pubblicizzati in base all’articolo 21 del decreto legislativo 46/1997, previa autorizzazione del ministero della Salute, sentito il parere di una apposita commissione di esperti” ha quindi specificato il vicemnistro, ricordando però che un comma dello stesso articolo contempla la possibilità di identificare fattispecie di prodotti che non necessitano di autorizzazione. Ed è proprio in questa cornice, secondo Sileri, che “appare utile un’esenzione da tale obbligo per i profilattici, proprio perché favorirne la comunicazione pubblicitaria promuoverebbe una maggiore consapevolezza dei destinatari del messaggio pubblicitario maggiormente informati sull’importanza della prevenzione e supporterebbe maggiormente l’azione di contrasto alle infezioni sessualmente trasmesse portata avanti dalle istituzioni”.

In questo modo, ha spiegato Sileri, il Servizio sanitario nazionale “si avvarrebbe di una considerevole diminuzione dei costi legati alle infezioni sessualmente trasmesse e il sistema italiano, almeno per i preservativi, sarebbe pienamente allineato agli altri Paesi dell’Ue”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi