Cossolo: “Rapine in farmacia, pene più severe e crediti di imposta su sistemi sicurezza”

Cossolo: “Rapine in farmacia, pene più severe e crediti di imposta su sistemi sicurezza”

Roma, 31 gennaio – Prevedere un aggravio di pena per le rapine in farmacia, calcando la mano quando il reato avvenga in presenza di clienti, esponendoli così a un vulnus psicologico,  e incentivare l’adozione di misure di sicurezza attiva introducendo un credito di imposta per le farmacie che installino sistemi protettivi.

Sono queste le proposte che il presdeinte di Federfarma Marco Cossolo (nella foto) ha avanzato ieri nel corso dell’audizione tenuta davanti alle Commissioni riunite Giustizia e Affari sociali della Camera, nell’ambito dell’esame della proposta di legge (già approvata dal Senato) in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie.

Cossolo, in primo luogo, si è espresso favorevolmente sul provvedimento, affermando di auspicarne la rapida approvazione. Quindi, entrando nel merito della questione, ha riferito che – in materia di sicurezza – il principale problema delle farmacie sono le rapine: nel 2018 ne sono state messe a segno circa 550,  sulle 4200 compiute in totale, dato che colloca purtroppo gli esercizi farmaceutici in testa alla classifica delle attività più esposte alle “attenzioni” della criminalità predatoria.

In genere, ha spiegato Cossolo, “la rapina in farmacia si svolge generalmente a volto coperto perché si tratta di soggetti che generalmente reiterano il reato e lo fanno attraverso l’utilizzo di armi per delle minacce. Le armi possono essere o da fuoco o da taglio principalmente. Questo mette in pericolo l’incolumità del farmacista che vi opera, ma se teniamo conto che nelle farmacie italiane entro mediamente circa 230 utenti al giorno e che la grande maggioranza sono persone anziane o persone ammalate, mette a repentaglio la salute psicofisica anche di coloro che stanno all’interno della farmacia come clienti”.

Evidenti i danni, non solo economici, conseguenti a questi purtroppo frequenti reati: “Alcuni farmacisti, dopo varie rapine subite, sono andati al Pronto soccorso ed è stato loro diagnosticato il tristemente famoso disturbo post traumatico da stress” ha detto al riguardo Cossolo “per cui hanno dovuto interrompere l’attività lavorativa”,   ovviamente con il venir meno del servizio. “Nelle farmacie in zone più disagiate, quindi meno ricche di personale, il titolare stesso è dovuto venir meno ai propri impegni oppure è andato a lavorare in condizioni psicofisiche non idonee”.

L’unica nota positiva è che – pur continuando a essere elevato – il numero delle rapine è in leggera diminuzione. Tendenza che – ha spiegato Cossolo – è da mettere in relazione con il protocollo d’intesa stipulato nel 2012 con il ministero degli Interni, che “prevedeva delle facilitazioni alle farmacie per l’installazione di telecamere in farmacia e dalla farmacia verso la strada. Questo ha avuto anche delle ricadute positive per interventi di polizia giudiziaria perché permette di rivelare eventuali complici al di fuori della farmacia o eventuali atti delinquenziali che si svolgono nell’immediatezza della farmacia medesima”.

Una buona ragione per insistere su questa strada, riconoscendo alle farmacie “un credito di imposta qualora installino delle strutture di rilevazione, telecamere o anche degli allarmi di collegamento con la Polizia o i Carabinieri. Vorremmo che questo fosse fatto oggetto, anche solo simbolico, di un credito di imposta che agevoli, facili e incentivi, oltre alla nostra azione, i colleghi a prendere questo tipo di provvedimenti nelle loro farmacie che può venire ovviamente a vantaggio di tutti“.

Ma Cossolo, come già anticipato, si è soffermato molto anche sulla necessità di  prevedere “un aggravamento importante della pena, nel caso in cui venga reiterato il reato da parte dello stesso soggetto. Le persone che fanno questo generalmente sono quasi sempre le stesse e il fatto di prevedere un aggravio di pena importante per aver reiterato il reato, può essere un deterrente” ha detto il presidente del sindacato dei titolari. “Il secondo aspetto è l’introduzione di un ulteriore aggravio di pena qualora il reato possa compromettere l’attività svolta dal farmacista nei confronti dei clienti della farmacia. Se la cosa, oltre che  un danno al farmacista, genera anche un danno psicologico o fisico sull’utente della farmacia, che in quel caso è il soggetto più debole, andrebbe previsto un ulteriore aggravio di pena”.

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