Roche, sfiora il 4% l’aumento del fatturato complessivo nel 2019

Roche, sfiora il 4% l’aumento del fatturato complessivo nel 2019

Roma, 3 febbraio – Roche SpA chiude il 2019 con un fatturato complessivo di 901 milioni di euro, con una crescita del +3,9% rispetto al 2018, nonostante la competizione dei biosimilari entrati da un paio d’anni sia sul mercato dell’ematologia, sia dell’oncologia.

A trainare la crescita tutte le aree ad alto tasso di innovazione, a partire dall’onco-ematologia, dove Roche si conferma leader di mercato, passando dall’ottima performance derivata da una serie di importanti prodotti ad alto grado di innovazione lanciati nel 2018: Ocrevus, Tecentriq,  Alecensa, e   Hemlibra e Gazyvaro.

Siamo molto soddisfatti di aver chiuso il 2019 registrando nuovamente una crescita”  è il commento di Maurizio de Cicco, presidente e AD di Roche SpA. “La nostra risposta, a un mercato concorrenziale in continuo cambiamento, è stata l’impegno costante nella ricerca di soluzioni innovative sia in termini di prodotto, sia in termini aziendali. Inoltre, abbiamo continuato il processo di sviluppo della nostra pipeline sempre più variegata in termini di indicazioni, prodotti e nuove molecole per patologie in cui Roche punta a fare la differenza, impegnandosi anche in aree ad alto rischio come le neuroscienze e le malattie rare, dove a breve avremo novità in ambito emofilia”. 

La ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche sono un impegno costante per Roche, che nel 2019 ha investito in ricerca clinica 45 milioni, contro i 40 degli anni passati. Solo nel 2019, grazie alla collaborazione con oltre 190 centri di ricerca di eccellenza, Roche  ha registrato 214 studi clinici, di cui hanno beneficiato 12 mila pazienti che hanno intrapreso un percorso di cure all’avanguardia senza alcun costo a carico delle famiglie o del Ssn. Tra le aree di maggior impegno si confermano l’oncologia, con ben 148 studi attivi, e le neuroscienze, con il coinvolgimento di quasi 1.000 pazienti e lo sviluppo di 23 studi clinici su 6 farmaci.  Le malattie del sistema nervoso centrale – come l’Alzheimer, la Sma (Atrofia muscolare spinale) o l’autismo – possono colpire le persone in ogni fase della vita e interferire in modo sostanziale con la loro capacità di condurre una vita soddisfacente e indipendente, causando grande stress al singolo ma anche alla famiglia che se ne prende cura, con un impatto importante sulla società in generale. Questi studi hanno l’obiettivo di intervenire precocemente su gravi disturbi neurologici con terapie personalizzate.

Sul fronte della sostenibilità, questione che da oltre un decennio Roche segue con particolare attenzione, l’azienda ha implementato un modello per la misurazione dell’impatto economico delle sperimentazioni cliniche, che evidenzia come evitare i costi per le procedure diagnostiche, dispositivi medici e farmaci. L’impegno e la collaborazione verso la sostenibilità del sistema Ssanitario è dimostrata anche dall’erogazione nel 2019 di oltre 30 milioni di euro attraverso meccanismi di rimborso condizionato e di oltre 46 milioni di euro a saldo del payback ospedaliero relativo al 2017.

“Anche nel 2019 siamo stati la società che ha contribuito maggiormente al payback ospedaliero” afferma de Cicco. “Un sistema ancora con molte lacune, come i limiti fissati al tetto della spesa farmaceutica ospedaliera, troppo bassi rispetto alle reali esigenze del Paese. Già nel 2019 abbiamo firmato un contratto con le Regioni che prevedesse la possibilità di rivedere i tetti di spesa e contiamo che anche dalle istituzioni nazionali arrivino segnali positivi. L’emendamento, infatti, è stato inserito nel Milleproroghe con decorrenza dal 2020, elemento che dimostra una chiara volontà di apertura e dialogo su un tema che è al centro dell’intersezione tra salute, competitività e finanza pubblica. Ci aspettiamo però anche un rispetto degli impegni presi relativamente allo sfondamento della spesa ospedaliera del 2019, che rischia di generare un impatto insostenibile per le aziende”.

Il 2020 sarà un altro anno caratterizzato dalla concorrenza dei biosimilari già presenti sul mercato e dall’entrata di nuovi. Nonostante ciò, la risposta di Roche sarà fortemente legata al successo dei farmaci appena lanciati e alle nuove indicazioni che sono attese in campo oncologico e quello delle malattie rare. La priorità per Roche continuerà ad essere la ricerca clinica, dove nonostante un contesto non particolarmente favorevole, la filiale italiana non cesserà di credere ed investire con l’intento di mantenere un ruolo centrale in Europa.

“Il 2019 si è chiuso positivamente e guardiamo al 2020 con fiducia e ottimismo. Sarà un anno in cui presenteremo al mercato importanti novità in ambito oncologico e in emofilia. Crediamo con convinzione che i continui e importanti investimenti in ricerca siano l’unica strada per raggiungere traguardi un tempo inimaginabili. Fino a qualche decennio fa, ad esempio, una terapia su misura sembrava irrealizzabile”  conclude de Cicco. “In oncologia è arrivato il momento di affrontare la cura dei tumori partendo dalle informazioni che la biologia molecolare ci offre, grazie all’utilizzo di test diagnostici che consentono una sempre più precisa e completa identificazione delle alterazioni genetiche dei tumori, per proporre a ciascun paziente la terapia più mirata. La medicina personalizzata rappresenta una vera e propria rivoluzione, che per essere più concreta necessita di un cambiamento culturale, di una nuova governance e una collaborazione di tutti gli attori del Sistema salute, in cui Roche intende fare la sua parte”.

 

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